Monti Invisibili
Ambiente rupestre del Lituo scolpito
Quota 405 m
Data 30 novembre 2025
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello 225 m
Distanza 20,05 km
Tempo totale 6:20 h
Tempo di marcia 5:39 h
Cartografia Il Lupo Lago di Vico e Monti Cimini
Descrizione Dalla stazione ferroviaria di Capranica - Sutri della linea ferroviaria FL3 Roma - Viterbo (405 m) per la Strada Capo Ripa fino alla S.P Bassanese (276 m, +1,22 h) e per 1 km su questa strada fino al monumento agli avieri sardi (264 m, +13 min.). Poi oltre il ponticello fatiscente per un sistema di vie cave e forre ingombre si rovi e di tronchi, con estrema difficoltà di progressione e a stabilire la direzione. Trovato infine il cosiddetto ambiente rupestre del Lituo scolpito (273 m, +1,56 h). Ritorno per il borgo di Sutri (300 m, +26 min.), la Via Francigena e la stazione di Capranica (+1,42 h). Facile camminata prevalentemente su sterrate e sentieri, tranne l’arduo tratto del Lituo scolpito.

019 Sutri Via Francigena

018 Sutri

017 Via cava Lituo scolpito

016 Via cava Lituo scolpito

015 Via cava Lituo scolpito

014 Lituo scolpito

013 Lituo scolpito

012 Lituo scolpito

011 Lituo scolpito

010 Lituo scolpito

009 Verso Lituo scolpito

008 Istrice

007 Verso Lituo scolpito

006 Monumento avieri sardi

005 Strada Capo Ripa

004 Strada Capo Ripa

003 Strada Capo Ripa

002 Strada Capo Ripa

001 Stazione di Capranica

000 Lituo scolpito altimetria
Eremo del Lituo scolpito, 30 novembre 2025. Ci sono escursioni che scorrono con un andamento morbido e amabile, su ovattate stradicciole di campagna e soffici sentieri tappezzati di foglie. E poi, in un solo singolo punto, richiedono improvvisamente di riversare tutte le proprie energie e la propria volontà di proseguire.
Magari si tratta di un arduo passaggio in montagna che interrompe inesorabilmente due agevoli porzioni di cammino; oppure di un guado che richiede di bagnarci fino alla cintola. Oggi è stato un limitato territorio di circa un chilometro di perimetro, ma ingombro di così tanti rovi e tronchi giù per forre vertiginose e scoscese che più volte ci ha fatto pensare: “ma chi ce lo fa fare?”.
L’idea era di andare a cercare, nella solita ricca Tuscia, un’emergenza archeologica di cui avevo trovato solo poche informazioni: il cosiddetto Ambiente rupestre del Lituo scolpito. Esplorazione resa anche più avvincente dal fatto di essere riuscito ad almanaccare un percorso con partenza dalla stazione ferroviaria di Capranica - Sutri, alla quale posso arrivare con una comoda ora e mezza di treno da casa.
Sono quindi le 8,30 di una fredda e luminosa giornata di fine novembre, quando col compare Enrico ci avviamo per una lunga sterrata fra noccioli e castagni, dove il colore dominate è ormai l’oro. La lenta e continua discesa rende agile il passo e inesorabili le chiacchiere, e in poco più di un’ora siamo alla Strada Provinciale Bassanese, della quale ci sorbiamo un chilometro fra vetture sfreccianti.
Ma ecco il monumento dedicato a una strage di avieri sardi, uno squarcio su una storia a me sconosciuta. Il 17 novembre del 1943, infatti, le SS catturarono a Capranica diciotto giovani avieri sardi e un ragazzo del posto. Caricati su un camion furono poi trucidati nel luogo dove oggi sorge questo monumento. Uno solo, Rinaldo Zuddas, si salvò fingendosi morto, trovando poi aiuto in paese. È morto nel 2001.
Da questa triste memoria parte un ponticello fatiscente che in breve ci conduce fra rovi e sterpaglie. Iniziamo la perigliosa risalita di un fosso ingombro di tronchi e approdiamo con difficoltà sull’altopiano di Montefusco. Ma la nostra destinazione presunta è ora sotto di noi.
Forziamo una proprietà privata e ci affacciamo sul ciglio di una parete tufacea da dove intravediamo nella vegetazione una profonda e stretta via cava. Scendiamo su una traccia da cinghiali e siamo di nuovo alla base. Costeggiamo la parete, c’intrufoliamo dove possibile e iniziamo a rigirare fra spini e ramaglie in altre vie cave che non si capisce più se sono naturali o artificiali e soprattutto perdendo del tutto il senso della direzione.
Improvvisamente il simbolo di una casetta inciso su una parete: capiamo di essere finalmente sulla strada giusta. Ed ecco sul costone aprirsi la cavità che cercavamo: dopo quasi due ore di ricerca, numerosi capitomboli e una serie indefinita di graffi e abrasioni.
Il lituo – il bastone arcuato e magico degli etruschi, probabile antenato del nostro pastorale vescovile – campeggia in bassorilievo sulla sinistra. La cavità presenta alcune nicchie, delle croci ed enigmatici simboli; non manca anche una più recente falce e martello. Sicuramente una tomba riadattata ad altro uso.
Da qui si stacca un’altra profonda via cava, l’unica abbastanza sgombra della giornata, che percorriamo fin dove possibile: al centro un canale per le acque e ai lati altre regolazioni di convogliamento idraulico.
E beffardamente, quando torniamo indietro, ci mettiamo appena cinque minuti per raggiungere il monumento.
Non ci resta che avviarci verso Sutri, densa di popolo per una sagra paesana. E poi il cammino torna sereno e piacevole, sulle orme della Via Francigena nel Fosso Mazzano, in boschi profondamente autunnali, su tappeti di foglie croccanti che ci riconducono alla stazione di Capranica.