Monti Invisibili
Cammino dei Tre Villaggi
Quota 441 m
Data 2-3 maggio 2025
Sentiero segnato
Dislivello 592 m
Distanza 34,52 km
Tempo totale 13:35 h
Tempo di marcia 10:21 h
Cartografia Il Lupo Lago di Vico e Monti Cimini
Descrizione Vetralla - Blera ((7,32 h, +256 m, -372 m, 19,52 km): dalla stazione ferroviaria di Vetralla per l’ingresso settentrionale dell’area archeologica di Marturanum (354 m, +1,30 h), il Greppo Cenale fino alla Tomba Thanzinas (329 m, +26 min.), Poggio Caiolo (360 m, +35 min.), le Palazzine (320 m), le Tombe a Portico (329 m), il Tumulo Cima (346 m), l’uscita dall’area archeologica (+40 min.), il Calatore di Pisciarello, il Fontanile del Pisciarello (317 m), Barbarano Romano (341 m, +50 min.), il Fosso del Biedano, la Seconda Mola (259 m, +29 min.), la Terza Mola (252 m, +16 min.), la Quarta Mola (244 m), il Ponte romano del Diavolo (229 m, +1,10 h) e Blera (261 m, +12 min.), con comoda notte al B&B Casamatta (tel. 338 4476764) e ottima cena alla trattoria la Torretta. Avvistata una vipera.
Blera - Vetralla (6,03 h, +336 m, -198 m, 15 km): da Blera per la Necropoli di Pian del Vescovo (193 m, +37 min.), la Necropoli della Casetta e la Grotta Pinta (240 m), la Necropoli del Terrone (232 m), la Necropoli di Ponton Graziolo (246 m), il Mausoleo romano (277 m, +1 h), Villa San Giovanni in Tuscia (340 m, +46 min.), il Tempio di Demetra (357 m, +40 min.) e Vetralla (+1,10 h). Avvistata una biscia.
Due giorni, invece del canonico uno, sul cammino più piccolo d’Italia, assaporando natura, storia, borghi, accoglienza e buona cucina.

046 Vetralla

045 Tempio di Demetra

044 Tempio di Demetra

043 Villa San Giovanni in Tuscia

041 Villa San Giovanni in Tuscia

040 Villa San Giovanni in Tuscia

039 Villa San Giovanni in Tuscia

038 Villa San Giovanni in Tuscia

037 Villa San Giovanni in Tuscia

035 Villa San Giovanni in Tuscia

034 Villa San Giovanni in Tuscia

033 Villa San Giovanni in Tuscia

032 Villa San Giovanni in Tuscia

030 Verso Villa San Giovanni in Tuscia

029 Mausoleo romano

027 Necropoli di Ponton Graziolo

026 Necropoli del Terrone

025 Me

024 Necropoli di Pian del Vescovo

023 Necropoli di Pian del Vescovo

022 Blera

021 Blera

020 Biedano Ponte del Diavolo

019 Biedano verso Blera

018 Biedano verso Blera

017 Biedano terza mola

016 Biedano terza mola

015 Biedano terza mola

014 Barbarano Romano

013 Barbarano Romano

012 Martruranum Tomba Costa

011 Piazzetta funeraria

010 Marturanum San Giuliano

009 Marturanum tombe a portico

008 Marturanum Greppo Cenale

007 Marturanum Greppo Cenale

005 Verso Marturanum

004 Bosco di Macchia delle Valli

003 Bosco di Macchia delle Valli

002 Bosco di Macchia delle Valli

001 Cammino dei Tre Villaggi

000 Cammino Tre Villaggi altimetria
Cammino dei Tre Villaggi, 2-3 maggio 2025. Quando il mio amico Cosimo ha saputo che ero tornato nuovamente a calcare i sentieri di Marturanum, ha esclamato (testuali parole): ... 'nata vota?”. Al che gli ho risposto che alla mia età mi concedo il lusso di leggere libri già letti e di tornare a percorrere sentieri già percorsi.
Al di là infatti della bellezza dei luoghi, con l’aumentare dell’esperienza (leggi: età) si va ad apprezzare quel piacere più intimo che la fiamma divoratrice della gioventù rende invece agro: sentirsi a casa dove casa non è, riconoscere luoghi tante volte percorsi, incontrare di nuovo l’albero o la fonte vecchie conoscenze. In poche parole un autentico vagabondare.
Ma non c’è solo questo – e qui soccorre l’esperienza della mia amica Sara: quando inizi ad annoiarti di determinati percorsi, gli si può dare una bella rinfrescata conducendo qualcun altro a scoprirli. E allora si vedranno con gli occhi nuovi di chi non li conosce e avranno un nuovo sapore anche per te.
Così ho fatto in questi due giorni sul piacevolissimo Cammino dei Tre Villaggi, che con i suoi 20 chilometri si bea di essere il cammino più piccolo d’Italia (forse volevano dire più breve), dove ho condotto mia moglie Flavia e gli amici Andrea e Gabriella.
E proprio per godere al meglio di questo territorio etrusco – di segrete necropoli, borghi arroccati e ombrose forre rigogliose di acque – ho spalmato la sgambata su due giorni, in luogo del canonico uno. Aggiungendo ovviamente alcune interessanti deviazioni che hanno reso l’escursione più lunga e completa.
Ne sono nati due giorni di felicità, esperienze, risate e condivisione, conditi di birre, sigari e taglieri.
Un piccolo cammino qualificato dai numerosi incontri con altri camminatori e dove – come su altri cammini ormai affermati – è ormai evidente la cordialità e la curiosità dei nativi per queste torme variopinte che attraversano il loro territorio. Il contadino con gli asparagi in mano che viene a salutarci, la signora che si affaccia per chiedere se ci piace il borgo, la cuoca della trattoria la Torretta di Blera, che oltre ad ammannirci un’ottima cena, esce sovente dalla cucina per chiacchierare con noi.
Senza dimenticare Chris, pellegrino americano sulle orme della Francigena, che mentre ci godiamo l’ultima birra prima del rientro, si ferma a raccontarci le sue avventure, da Canterbury a Santa Maria di Leuca.
E proprio vero che camminare rende amici.