Monti Invisibili

L’arte di camminare
Camminare è facile: basta mettere un piede davanti all’altro. Più difficile capire perché ad alcuni (sempre di più negli ultimi anni) piaccia così tanto questo gesto, arrivando a trasformarlo da atto funzionale allo spostamento a vera e propria filosofia di vita.
Ecco a voi una serie di riflessioni – maturate in oltre quarant’anni di cammino, suddivise per argomenti e arricchite di citazioni a tema – sul camminare per valli, vette, borghi e sentieri e sui riflessi di tale semplice e antica attività sulla propria vita quotidiana.
Spunti per ulteriori riflessioni, inviti a mettersi in cammino, capaci forse di realizzare anche un libro ideale da infilare nello zaino, da leggere nei suoi brevi capitoli nei momenti di riposo del nostro vagabondare e che alla fine, come in un mosaico, potranno offrire una visione d’insieme di questa arte di camminare.
“Ecco, camminare mi sembra una sorta di microscopio sul mondo, un atto capace di disvelare una ricchezza che altrimenti passerebbe inosservata. Come un radar non può vedere oggetti più piccoli della propria lunghezza d’onda, così gli usuali e rapidi mezzi di trasporto non ci permettono di comprendere i particolari del territorio. La lunghezza d’onda del passo, invece, si accorda con le dimensioni della vita e ci permette di coglierne i particolari, anche i più minuti.
Camminare diviene allora un atto creativo, un’attività che coinvolge e risveglia le facoltà più profonde della mente. Vissuto intensamente non si limita a connettere due punti nello spazio, ma implica delle scelte che svelano un mondo di curiosità e di emozioni, rendendo il cammino un gesto estetico che da fisico e corporeo offre la chiave verso gli strati più profondi dell’animo“.
Marco Sances, L’arte di camminare, KDP Kindle Direct Publishing
