Monti Invisibili

Eremo di Sant’Onofrio
Quota 1.360 m
Data 19 dicembre 2025
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello 715 m
Distanza 18,91 km
Tempo totale 6:13 h
Tempo di marcia 4:53 h
Cartografia Il Lupo Velino-Sirente
Descrizione Dalla sede ANA di Tornimparte (1.045 m) per la S.P. 1 Amiternina, il sottopasso della A24 (1.079 m, +30 min.), la S.S. 696 (1.261 m, +25 min.), il casale diruto di quota 1300 (+9 min.), il casale diruto di quota 1340 (+14 min.), le Casette Murri (1.376 m, +10 min.), Fonte Sant’Eramo (1.372 m, +4 min.), la Fontanella di Pupatti (1.400 m, +10 min.), i ruderi della Chiesa di Sant’Eramo (1.400 m, +3 min.), l’Eremo di Sant’Onofrio (1.360 m, +10 min.), di nuovo Sant’Eramo (+5 min.), il bivio di quota 1.562 sotto Prato Agapito (+35 min.), il Rifugio del Cerasolo (1.500 m, +1,04 h), il Laghetto del Cerasolo (1.550 m, +5 min.), Fonte Cesinaglia (1.359 m, +21 min.), Fonte San Rocco (1.134 m, +34 min.) e la sede ANA (+14 min.). Agile e piacevole escursioni soprattutto su sterrate e tratturi. Salita all’eremo esposta ma agevole e facilitata da un robusto corrimano.
 

eremo di sant'onofrio mappa

Traccia GPS

birra del borgo

053 Birra del Borgo

tornimparte

052 A24 svincolo Tornimparte

san rocco a24

051 Fonte San Rocco

san rocco a24

050 Fonte San Rocco

san rocco a24

049 A24 tunnel San Rocco

fonte cesinaglia

048 Fonte Cesinaglia

laghetto del cerasolo

047 Laghetto di Cerasolo

laghetto del cerasolo

046 Laghetto di Cerasolo

laghetto del cerasolo

045 Laghetto di Cerasolo

laghetto del cerasolo

044 Laghetto di Cerasolo

prati del cerasolo

043 Prati di Cerasolo

prati del cerasolo

042 Verso Prati di Cerasolo

valle della giumenta

041 Valle della Giumenta

monte orsello

040 Monte Orsello

campo felice

039 Ceppi

campo felice

038 Ghiaccio

eremo di sant'onofrio

037 Vallone di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

036 Vallone di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

035 Vallone di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

034 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

033 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

032 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

031 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

029 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

028 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

027 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

026 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

025 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

024 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

023 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

022 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

021 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

020 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

019 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

018 Eremo di Sant'Onofrio

eremo di sant'onofrio

017 Eremo di Sant'Onofrio

chiesa di sant'eramo

016 Chiesa di Sant'Eramo

fontana di pupatti

014 Fontanella di Pupatti

fonte di sant'eramo

013 Fonte Sant'Eramo

campo felice

012 Verso Sant'Eramo

casette murri

010 Casette Murri

campo felice

009 Casale quota 1340

campo felice

008 Casale quota 1300

campo felice

007 Casale quota 1300

campo felice

006 Casale quota 1300

campo felice

005 S.S. 696

a24

004 Viadotto A24

S.S. 696

003 Valle di Tornimparte

valle di tornimparte

002 Valle di Tornimparte

valle di tornimparte

001 Valle di Tornimparte

eremo di sant'onofrio altimetria

000 Eremo di Sant'Onofrio altimetria

Eremo di Sant’Onofrio, 19 dicembre 2025. Il fenomeno dell’eremitismo rupestre – quello dei mistici e degli anacoreti che andavano ad abitare grotte, caverne e spelonche in luoghi disagiati del nostro Appennino – mi ha sempre lasciato perplesso. Pur da credente, mi sono sempre chiesto come fosse possibile che, in tempi sicuramente più duri dei nostri, tante persone optassero per una vita ancor più dura.
Eppure, dal numero di questi romitori che costellano le nostre montagne, l’evidenza è proprio questa: la necessità di estraniarsi fisicamente dal mondo e dalla società per andare a vivere in luoghi remoti e isolati, dedicandosi alla contemplazione, alla meditazione e alla preghiera, è qualcosa che è stata praticamente sempre parte dell’animo umano.
Quando si pensa agli eremi rupestri del nostro Appennino, la mente vola subito alla Maiella. “La Maiella è il Libano di noi abruzzesi. I suoi contrafforti le sue grotte i suoi valichi sono carichi di memorie. Negli stessi luoghi dove un tempo, come in una Tebaide, vissero innumerevoli eremiti, in epoca più recente sono stati nascosti centinaia e centinaia di fuorilegge, di prigionieri di guerra evasi, di partigiani, assistiti da gran parte della popolazione”.
Così scriveva Ignazio Silone ne L’avventura di un povero cristiano, riferendosi a un massiccio che per posizione geografica, remotezza dei suoi ambienti e presenza di grotte e anfratti naturali ha visto un fiorente sviluppo di questo tipo di vita.
Più difficile associare alla pratica eremitica le più uniformi cime del Sirente - Velino, dove l’unica emergenza di questo tipo veramente nota è la Grotta di San Benedetto, a circa 1.600 metri di quota sui contrafforti meridionali del Monte Velino, raggiungibile con una breve deviazione nella salita a questa vetta. Poi negli anni ho scoperto invece essercene altri: l’Eremo di San Leonardo in Val di Fua, che non sono mai riuscito a trovare, e quello di San Costanzo in Val di Teve (link sito).
Ma lo stupore è stato scoprire che ce n’è un altro a ridosso dell’affollato comprensorio sciistico di Campo Felice, non lontano dalla superstrada di accesso alla grande piana, e nonostante questo in un ambiente di grande remotezza e misticismo.
Allocata la vettura presso la sede ANA di Tornimparte, appena sotto l’omonimo svincolo della A24, intraprendo così un’agile salita per boschi ormai pienamente invernali. Il rombo dell’autostrada scema man mano, immergendomi solitario in un silenzio profondo.
Raggiungo l’asfaltata per Campo Felice e all’altezza del curvone prendo a seguire una sterrata pressoché pianeggiante che si stacca sulla destra e che scorta parallela la strada principale e la cresta del Monte Orsello.
Le antiche pietre di alcuni casolari diroccati (che in tanti anni non avevo mai notato) testimoniano di un territorio che in passato è stato ampiamente abitato, con terrazzamenti e fontanili atti a ricavare da vivere da questa dura terra di quota.
La bella Fontanella di Pupatti, realizzata con grandi blocchi di pietre, mi apre l’accesso alle poche mura del medievale villaggio agricolo e pastorale di Sant’Eramo con la sua omonima chiesa. Mi affaccio sullo sprofondante Vallone di Sant’Onofrio e cerco di individuare un percorso di discesa.
Mi tengo dapprima troppo basso, poi alcuni ometti mi prendono per mano e su una traccia ripida ma agevole mi conducono in breve alle circonvoluzioni di alte pareti. Ed ecco il robusto corrimano che agevola una cengia, insieme ad alcuni gradoni scavati nella roccia.
M’inoltro sulla verticale della parete calcarea, l’esposizione aumenta ma non ci sono mai reali problemi e in breve sono nel romitorio, affacciato a strapiombo su boschi rugginosi. Un ampio ambiente coperto dalla volta della montagna, i segni degli scalpelli sulle pareti, una sorta di altare quadrato al centro, i resti di sommarie separazioni interne. Scaldato dal sole invernale, nel silenzio irreale del luogo, mi siedo con un tè caldo fra le mani.
Al tiepido sole di questo tardissimo autunno è tempo di riprendere il cammino. Raggiungo in breve di nuovo la sterrata e con agilissimo e piacevole passo risalgo per boschi assolati. Incrocio a lungo per tratturi e carrarecce e sono infine ai 1.500 metri del Rifugio del Cerasolo e al vicino laghetto, per un panino e una pipa immerso in un mondo immoto e silente.
Prendo ora a scendere a lungo. La bella Fonte della Cesinaglia, sfioro l’uscita del tunnel San Rocco con il suo disseccato fontanile (mai notato e secco forse proprio a causa dello scavo della galleria), dove posso scorgere chiaramente i visi stupiti di chi transita sull’autostrada.
Pochi passi ancora e sono di nuovo alla sede ANA, pronto ora per una Birra del Borgo.
 

Come creare un sito web con Flazio