Monti Invisibili

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Bestie uomini e dei
Ci sono libri che sono capaci di formare – o per lo meno contribuire a formare – una personalità. Da ragazzo per me ci sono stati L’anello di re Salomone di Lorenz, Alla ricerca di Livingstone di Stanley e Il barone rampante di Calvino. In età adulta sicuramente Cent’anni di solitudine di Marquez, Vita e destino di Grossman e Fuga sul Kenia di Benuzzi. E per l’età di mezzo senza dubbio Bestie uomini e dei di Ferdynand Ossendowski.
Non un libro: un diario di viaggio, un testo storico, antropologico, esoterico, mistico, geopolitico, strategico, avventuroso, capace di risvegliare interessi in numerosi rami della vita umana. Già da bimbo dello stesso autore ero incappato nel meraviglioso L'uomo e il mistero in Asia: un viaggio nella selvaggia Siberia tra il 1898 e il 1905. E alla vigilia di una traversata da Roma a Pechino con la Transiberiana, desideravo immergermi in questo testo, del quale mi avevano aperto suggestioni irresistibili Tiziano Terzani in Un indovino mi disse (l’intero capitolo 21) e Hermann Hesse ne Il pellegrinaggio in oriente.
Una bancarella mi offrì fortunosamente quanto agognavo e prima di affrontare 11.000 chilometri di binari verso oriente, mi avventurai fra le pagine di questo testo affascinante.
Scrittore, giornalista, chimico, esploratore, politico polacco, è il 1917 quando, allo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre, Ossendowski si trova in fuga attraverso la Siberia, con alle calcagna le guardie rivoluzionarie che lo vogliono arrestare, in una regressione a uno stato selvatico che sa tanto di Richiamo della foresta. Aderisce poi al governo anti-rivoluzionario russo guidato dall’ammiraglio ed esploratore Kolčak e inizia una serie di avventure che lo portano nell’Armata Bianca in fuga dall’Armata Rossa attraverso l’India, la Mongolia, la Cina e il Tibet. In Mongolia si arruola nell’esercito del misterioso barone Roman von Ungern-Sternberg (il cosiddetto Barone Sanguinario). E ancora il mistero dell'Agartha, la profezia del Re del Mondo, le visioni dei Lama e il Buddha vivente. Il tutto immerso nella natura selvaggia dagli spazi infiniti dell’Asia Centrale.
Bestie uomini e dei descrive queste epiche avventure durante la guerra civile agli estremi confini dello sterminato impero russo. Nel primo dopoguerra divenne un best seller tradotto in diverse lingue. Non in URSS, dove Ossendowski era considerato un nemico del popolo e i suoi libri furono pubblicati solo dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989.

 

“In ogni individuo spiritualmente sano del nostro tempo, vi sono ancora tratti dell’uomo primitivo che possono riemergere in condizioni di estrema difficoltà, trasformandolo in cacciatore e guerriero, e lo aiutano a sopravvivere nella lotta con la Natura. È una prerogativa dell’uomo dalla mente e dallo spirito temprati, mentre gli altri che non posseggono sufficienti conoscenze e forza di volontà sono destinati a soccombere. Ma il prezzo che l’uomo civilizzato deve pagare è che per lui non esiste nulla di più spaventoso della solitudine assoluta e della consapevolezza del completo isolamento dal consorzio umano e dalla cultura in cui s’è formato. Un passo falso, un momento di debolezza e la nera follia s’impadronirà di lui, trascinandolo verso un’inevitabile distruzione. Avevo trascorso giorni terribili lottando contro il freddo e i morsi della fame, ma ne vissi di ancor più spaventosi lottando con la forza di volontà contro pensieri distruttivi, che m’indebolivano psicologicamente. Inoltre, sono stato costretto a osservare che le cosiddette persone civilizzate attribuiscono scarsa importanza a quell’allenamento dello spirito e del corpo che è indispensabile all’uomo che si ritrova in condizioni primitive, nella spietata lotta per la sopravvivenza in una Natura ostile e selvaggia. È questa la via per educare una nuova generazione di uomini sani, forti, di ferro, che conservino nello stesso tempo anime sensibili. La natura annienta i deboli ma tempra i forti, risvegliando nell’animo emozioni sopite nelle normali condizioni di vita dell’attuale civiltà”.

 

Ferdynand Ossendowski, Bestie uomini e dei, Fratelli Melita e altri editori