Monti Invisibili
Caramanico Terme – Torre de’ Passeri 
Quota 556 m
Percorso strada asfaltata
Dislivello in salita 160 m
Dislivello in discesa 384 m
Distanza 23,67 km
Tempo totale 6:29 h
Tempo di marcia 6:00 h
Cartografia parziale Il Lupo Majella
Descrizione Da Caramanico Terme per diverse strade asfaltate attraverso Salle (+2,28 h), Musellaro (+1,17 h) e Torre de’ Passeri (172 m, +2,44 h). Giornata serena, strade quasi deserte.
06 Terza tappa log

Traccia GPS

07 Terza tappa dislivello
034VersoTorredePasseri.JPG033CartelloParcoMaiella.JPG031VersoSalle.JPG029ChiesadiSanTommasoinVarano.JPG027ChiesadiSanTommasoinVarano.JPG
Siamo ufficialmente entrati in un territorio dove le trattorie servono porzioni esagerate. Ieri a Caramanico ci hanno gentilmente accompagnati alla Collina del Cavaliere. L’antipasto era una cena; il primo una tripla porzione; il secondo non lo abbiamo neanche voluto vedere; la genziana, poi, ce l’hanno servita in un boccale. Suggestivo il ritorno a piedi in una notte densa di lucciole.
Dopo due giorni di totale immersione in una natura aspra e selvaggia, oggi tappa di trasferimento su strade di limitatissimo o addirittura inesistente traffico. Vie secondarie e carrarecce ci hanno condotto attraverso il minuscolo abitato di San Tommaso, ornato dalla stupefacente chiesa romanica di San Tommaso Becket. Sull'architrave del portale centrale risaltano le figure scolpite a tutto tondo del Cristo benedicente e dei dodici apostoli, ricche di segreti simbolismi nelle espressioni dei visi e nella posizione delle dita delle loro mani.
Abbiamo poi proseguito attraverso gli abitati di Salle e Musellaro. A piedi si percorre più strada di quanto si possa immaginare, si incontra gente, si assaporano particolari, si esaltano il tempo e lo spazio che si dilatano e acquistano importanza. Come dicono i sadhu (i santi uomini dell'induismo), se non arrivi a piedi dove vuoi andare, non vedrai quello che vuoi trovare.
E intanto gelsi, visciole, fichi, nonché i dolcissimi fiori dell'acacia, hanno allietato la nostra discesa, e pian piano siamo usciti dal Parco della Majella per entrare in quello del Gran Sasso. Ma, come temevamo, questa parte del cammino, la più bassa di quota con 180 metri circa, e la più antropizzata, è quella che ci ha posto più problemi per dormire. Nessuna possibilità di accoglienza a Torre de’ Passeri e dopo avere inutilmente girovagato per un’oretta, il ragazzo di un bar ha preso a cuore la nostra situazione e con un giro di telefonate ci ha trovato una stanza nel vicino borgo di Pescosansonesco Vecchio, proprio sulla rotta del nostro cammino. Riparossa, mi sembra si chiami, e anche qui si sono esibiti con porzioni gigantesche che abbiamo debitamente sparecchiato.
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