Monti Invisibili
Monte Morrone 
Quota 2.061 m
Data 7 maggio 2011
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello 1.160 m
Distanza 16,55 km
Tempo totale 9:14 h
Tempo di marcia 6:42 h
Cartografia CAI Maiella
Descrizione Da Roccacaramanico (1.080 m) per la rava del Confine, il rifugio di Iaccio della Madonna (1.786 m, +2,43 h) e la vetta (+52 min.). Ritorno per la cima Mucchia di Pacentro (2.001 m, +55 min.), il rifugio Casa Capoposto (1.755 m, +55 min.), la rava dell’Inferno e il paese (+1,17 h). Giornata calda e serena, avvistato un lupo sulla sterrata in uscita dal paese, notevole raccolta di orapi a Casa Capoposto.
 
06 Morrone log

Traccia GPS

07 Morrone dislivello
028Roccacaramanico.JPG027RifugioCasaCapoposto.JPG026RifugioCasaCapoposto.JPG025RifugioCasaCapoposto.JPG024RifugioCasaCapoposto.JPG023Soldatino.JPG022Maiella.JPG021IacciodellaMadonna.JPG017MonteMorrone.JPG014Maiella.JPG012MonteMorrone.JPG011GranSasso.JPG010MonteMorrone.JPG009Maiella.JPG008Violette.JPG007Maiella.JPG006RifugioIacciodellaMadonna.JPG004VersomonteMorrone.JPG002Roccacaramanico.JPG
Monte Morrone, 7 maggio 2011. Sarà la smania dopo la relativa astinenza invernale, sarà la limpidezza dell'aria, l'incanto dei primi fiori o la trasparenza del verde giovane, ma un trekking di maggio ha un sapore particolare, che si esprime in un'ansiosa tensione dei muscoli e in una placida disposizione d'animo. E così ce ne partiamo in tre – Alfredo, Soldatino ed io – col camper, per una due giorni che ci porterà ad affrontare due vette mitiche dell'Appennino: i 2.061 metri del Morrone della Majella e i 2.129 del Rotella.
Dal borgo medievale di Roccacaramanico ci incamminiamo su una placida ed estiva carrareccia che subito ci regala l'emozionante incontro con un lupo: la prima volta per il sottoscritto. E' ora tempo di una ripida salita attraverso i primaverili tornanti della Rava del Confine. Quando giungiamo al limite arboreo, siamo ormai in pieno inverno, con gli alberi ancora spogli e i crochi che occhieggiano pallidi fra le tardive chiazze di neve.
La Majella ora incombe vicina per altri mille metri sopra di noi, mentre sotto si allontanano valli boscose, macchiate da borghi isolati, e non lontano riverbera l'Adriatico. Transitiamo per i 1.786 metri del rifugio di Iaccio della Madonna e ci inoltriamo nel selvaggio e isolato pianoro sommitale, che ci conduce finalmente alla vetta. La Majella è sempre lì, che ci domina, mentre dall'altra parte la vista scende sulla conca peligna, la catena del Sirente, il massiccio del Gran Sasso e le vette del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Riprendiamo il cammino verso i 2.001 metri della cima Mucchia di Pacentro, il secondo duemila della nostra giornata, e da lì scendiamo lenti per una lunga e panoramica cresta che ci riporta alla primavera. Ai 1.755 metri incrociamo il rifugio Casa Capoposto, dove ci accoglie una messe di orapi che riempiono presto i nostri zaini.
E' compito ora della Rava dell'Inferno riportarci all'estate e al nostro camper, dove giungiamo con il frinire dei primi grilli. La serata scorre piacevole in una trattoria, fra birra, vino, centerbe e una robusta pipa, con la quale torniamo nella notte verso il campeggio Colle dei Lupi di Sant'Eufemia. Ma il colpo di grazia arriva dalla grappetta olandese che il simpatico anfitrione del campeggio ci ammannisce, mentre ci racconta della sua vita, snodatasi fra Boston, cantieri, stabilimenti balneari e una moglie italo-americana. Ci ritiriamo nei sacchiletto con un inizio di mal di testa che non promette nulla di buono per la giornata successiva.
 
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