Monti Invisibili

Via Francigena Bolsena - Montefiascone - Viterbo

Quota 610 m

Data 11-12 febbraio 2017

Sentiero segnato

Dislivello in salita 752 m

Dislivello in discesa 691 m

Distanza 41,51 km

Tempo totale 13:53 h

Tempo di marcia 8:45 h

Descrizione Bolsena - Montefiascone (5:53 h, +595 m, -296 m, 19,82 km): da Bolsena (310 m) per il geosito delle Pietre lanciate (318 m, +33 min.), la Sorgente Turona (398 m, +1,20 h), la Chiesetta della Madonna di Turona (385 m, +5 min.) e Montefiascone (610 m, +2,35 h). Piacevole traversata su carrarecce e tratturi con belle vedute sul Lago di Bolsena e noioso tratto terminale su sterrata e asfalto.

Montefiascone - Viterbo (8:00 h, +157 m, -395 m, 21,69 km): da Montefiascone (610 m) per il basolato della Via Cassia Antica (462 m, +39 min.), le Terme di Bagnaccio (316 m, +2 h), Viterbo Porta Fiorentina (326 m, +1,23 h), visita della città  (+40 min.) e Viterbo Porta Romana (351 m, +30 min.). Piacevole discesa da Montefiascone con lungo e ottimamente conservato tratto di basolato romano, ma noioso avvicinamento alla città di Viterbo.

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Traccia GPS

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094%20Treno%20per%20Roma.JPG089%20Viterbo%20Palazzo%20dei%20Papi.JPG088%20Viterbo%20Palazzo%20dei%20Papi.JPG086%20Viterbo%20Piazza%20del%20Plebiscito.JPG081%20Viterbo%20Piazza%20della%20Rocca.JPG080%20Viterbo.JPG078%20Terme%20di%20Bagnaccio.JPG077%20Terme%20di%20Bagnaccio.JPG076%20Terme%20di%20Bagnaccio.JPG074%20Verso%20Viterbo.JPG070%20Via%20Cassia%20Antica%20basolato.JPG068%20Via%20Cassia%20Antica%20basolato.JPG065%20Lago%20di%20Bolsena.JPG064%20Montefiascone%20Monumento%20al%20Pellegrino.JPG061%20Montefiascone%20verso%20Rocca%20dei%20Papi.JPG059%20Montefiascone%20Piazza%20Vittorio%20Emanuele.JPG052%20Montefiascone.JPG049%20Montefiascone%20Piazza%20Vittorio%20Emanuele.JPG048%20Montefiascone%20Porta%20di%20Borgo.JPG047%20Montefiascone%20San%20Flaviano.JPG043%20Montefiascone.JPG039%20Verso%20Montefiascone.JPG034%20Verso%20Montefiascone.JPG033%20Verso%20Montefiascone.JPG031%20Chiesetta%20della%20Madonna%20di%20Turona.JPG029%20Lago%20di%20Bolsena.JPG028%20Verso%20Montefiascone.JPG026%20Pini%20marittimi.JPG025%20Verso%20Sorgente%20Turona%20bn.JPG023%20Pini%20marittimi.JPG021%20Lago%20di%20Bolsena.JPG020%20Pietre%20lanciate.JPG018%20Segnale%20Via%20Francigena.JPG017%20Verso%20Pietre%20lanciate.JPG016%20Bolsena.JPG015%20Bolsena.JPG011%20Bolsena%20Basilica%20di%20Santa%20Cristina.JPG009%20Bolsena%20Basilica%20di%20Santa%20Cristina.JPG007%20Cotral%20per%20Bolsena.JPG001%20Via%20Francigena.JPG

Via Francigena, Bolsena - Montefiascone - Viterbo, 11-12 febbraio 2017. Canta canta sono giunti anche i 50 del Santa. E come per i dieci lustri del sottoscritto, ecco una bella scarpinata fra amici di vecchia data (Alfredo, Andrea, Roberto e Marco) per celebrare codesto giubileo, con due belle tappe della Via Francigena, sempre adocchiata e mai realizzata.

Con audacissima combinazione di pubblici carriaggi e doloranti piote conduco l’attempato manipolo in quel di Bolsena per principiare lo nostro cammino, corroborato da un trancio di focaccia col chinotto Neri.

“A me, pattuglia ardita! Marceremo per giorni, settimane et mesi, ma infine avremo castella, ricchezza et bianche femmine dalle grandi puppe!”.

Malauguratamente l’antica via di pellegrinaggio giace ormai sotto l’asfalto della Cassia e intraprendiamo un lungo gomitolo di carrarecce, con amene vedute sul placido specchio lacustre ornato di nembi.

Sereno e mai noioso, il cammino si dipana attraverso querceti invernali e pettinati uliveti, verso plaghe isolate e boschi rugginosi, fregiati dei frequenti e multiformi segni del pellegrino.

La copiosa Sorgente di Turona cerca inutilmente di dissetarci con la sua insipida acqua e transitiamo un cavalcone (isso è forte) in fila longobarda, per scivolare dal feudo di Bolsena in quello di Montefiascone.

Dopo un gregge di belanti agnellini il tragitto si fa noioso, con lunghi rettilinei sterrati certo non allietati dal grigio della stagione.

Frizzi e lazzi dilettano il tedioso attraversamento della periferia falisca, sagacemente interrotto con birra e patatine in un’acconcia locanda dalla femminea ostessa.

La Basilica di San Flaviano, in quel romanico proprio del pellegrinaggio, ci accoglie finalmente nella città del vino est est est, dove prendiamo possesso dei nostri ampi acquartieramenti, torreggianti a dominare l’antico borgo.

Nel pomeriggio che si fa sera, i nostri sigari ammorbano l’aere mentre percorriamo gli oscuri vicoli per andarci ad affacciare dall'alto della rocca sulle tremolanti luci del Lago di Bolsena.

Gustose delicatezze, vino abbondante e le grazie della fantesca animano la nostra serata nell’ottima taverna Rucoletta e poi barcollanti e ridanciani ci ritiriamo sotto le coltri.

La campana batte sette rintocchi.

 “E voi, bifolchi, escite dalla fanga, che io farò di voi cinque un'armata... Duce, semo quattro”.

Longo è lo cammino e in un’alba pallida iniziamo a calare nell’antropizzata piana viterbese con percorso più monotono di ieri. Un esteso e ben conservato tratto di basolato romano rallegra l’animo e slancia il passo, ma poi, su lunghe e diritte carrarecce, il tragitto si fa uniforme e di limitate vedute.

Ma con il sole che finalmente fa capolino, ecco le antiche Terme di Bagnaccio, dove sguazzavo da bambino. Il tempo di gettare via zaino e scarponi, di una doccia gelida che solo noi sorbiamo e siamo già a rilassare le membra nelle calde acque solforose.

Profumati come zolfanelli portiamo a termine il cammino e la medievale Vetus Urbs accoglie i nostri stanchi passi. Gli aromatici sentori di tabacco al sole del Palazzo dei Papi rinsaldano infine la lunga amicizia di questo ridanciano drappello quasi prossimo ai 200 anni… per colpa di Alfredo.

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