Monti Invisibili
Via Amerina seconda tappa
Quota 290 m
Data 12 aprile 2015
Sentiero segnato
Dislivello in salita 850 m
Dislivello in discesa 940 m
Distanza 27,20 km
Tempo totale 6:57 h
Tempo di marcia 5:57 h
Cartografia IGM 137 II SE Gallese, 137 II NE Orte
Descrizione Da Corchiano B&B Villa Iris (200 m, ore 7,55) per la Via Cava della Cannara, il Rio Fratta, la Madonna del Soccorso (196 m, +45 min.), un lungo tratto basolato (231 m,+34 min), Casale Santa Bruna (243 m, +56 min.), il Fosso di Aliano (208 m, +27 min.), Vasanello (275 m, +25 min.), l’area archeologica di Palazzolo (225 m, +50 min.) e Orte (132 m, +2 h, ore 14,52). Prevalenza di sterrate e asfaltate con qualche sentiero e tratto basolato.
06 Via Amerina log

Traccia GPS

07 Via Amerina 2 dislivello
149MarcoRobertoAndrea.JPG148Orte.JPG144Orte.JPG143VersoOrteautovelox.JPG142VersoOrte.JPG141Palazzolo.JPG137AndreaRobertoMarco.JPG135Vasanello.JPG133VasanelloSanSalvatore.JPG130VasanelloSantaMaria.JPG128VasanelloSantaMaria.JPG126ViaAmerina.JPG125CasaleSantaBruna.JPG122RobertoAndreaMarco.JPG120VersoVasanello.JPG118ViaAmerinabasolato.JPG114ViaAmerinabasolato.JPG112ViaAmerinabasolato.JPG109MadonnadelSoccorso.JPG107ViaCavadellaCannara.JPG
Via Amerina, 12 aprile 2015. Il sole sorge, i cani abbaiano, Renata chiacchiera e noi, dopo una troppo frugale colazione ci addentriamo nel paesaggio dei Colli Cimini, fra uliveti e noccioleti a perdita d’occhio.
Qualche difficoltà per trovare la Madonna del Soccorso (non glielo diciamo che ho preso male il punto col gps) ma poi attraverso il Rio Fratta c’incamminiamo sulla giusta via. Presto ci inoltriamo su uno spettacolare e conservatissimo tratto basolato circondato di noccioli e da alberi sbuffanti di fiori.
Sotto un sole radioso che subito biscotta le nostre pelli, ci avviamo lungo una combinazione di sterrate e tratturi. Ancora un selfie coi cappelli e transitiamo per il Casale di Santa Bruna, antica chiesa con torre campanaria che qualcuno a trasformato in uno splendido buon retiro, prima dell’antico borgo di Vasanello, dove sotto la slanciata mole del Castello Orsini consumiamo pizza, coca, un maritozzo con la panna e due chiacchiere coll’espansivo gestore.
I piedi degli altri due ciocchi iniziano a generare vesciche e dolenzie mentre ci appropinquiamo all’area archeologica di Palazzolo e alla sua ipogea e panoramica Grotta delle Monache.
Una lunga strada in salita sotto il sole chiede molto alle nostre ormai legnose gambe e ai piedi dei miei compagni, ma ecco il ponte sul raccordo Orte-Viterbo e caliamo quindi lungo una piacevole e ombrosa stradicciola verso la valle del Tevere. Aerea salita sul ponte di Via della Rocca e siamo finalmente a Orte. Nella piazza principale del paese, sotto lo sguardo minaccioso di slavi mal in arnese, ci rinfranchiamo con bibite e gelati, prima dello spericolato pulmino per il treno delle 16, dove un ultimo selfie chiude questa splendida avventura fra natura, storia, e amicizia.
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