Monti Invisibili
Sperone Quota 1.280 mData 30 maggio 2015Sentiero parzialmente segnatoDislivello 92 mDistanza 2,71 kmTempo totale 1:22 hTempo di marcia 1:14 hCartografia Il Lupo Genzana - Rotella
Descrizione Dal paese abbandonato di Sperone (1.221 m) allaTorre di Sperone (1.280 m, +42 min.) e ritorno (+32 min.).

Lago Vivo Quota 1.591 mData 31 maggio 2015Sentiero segnatoDislivello 510 mDistanza 10 kmTempo totale 5:30 hTempo di marcia 3:53 hCartografia Il Lupo Monti Marsicani
Descrizione Dal tornante della strada per Alfedena (1.141 m)per la Madonna delle Grazie e il lago (+2,10 h). Ritorno per la stessa via(+1,43 h).

Ferroio di Scanno Quota 1.740 mData 1° giugno 2015Sentiero segnatoDislivello 308 mDistanza 9,97 kmTempo totale 4:10 hTempo di marcia 2:45 hCartografia Il Lupo Parco Nazionale d’Abruzzo
Descrizione Da Bocca di Pantano (1.554 m) per lo Stazzo diZiomas (1.590 m, +1,04 h) e la stele di Giovanni Paolo II (1.740 m, +40 min.).Ritorno per la stessa via (+1 h). Acquazzone sulla via del ritorno e notevoleraccolto di orapi allo Stazzo di Ziomas.
06 PNALM bimbi log
07 PNALM bimbi dislivello
Traccia GPS
102%20Campoli%20Renato%20Giacomo%20e%20Vittoria.JPG100%20Abbazia%20di%20Casamari%20sala%20capitolo.JPG098%20Abbazia%20di%20Casamari.JPG092%20Abbazia%20di%20Casamari.JPG089%20Pescasseroli%20orapi088%20Pescasseroli%20Flavia%20orapi087%20Villetta%20Barrea%20cervi.JPG086%20Stazzo%20di%20Ziomas%20orapi084%20Elena%20Vittoria%20Giacomo.JPG083%20Stele%20Giovanni%20Paolo%20II.JPG082%20Flavia%20e%20Marco081%20Emanuela%20Clara%20Flavia.JPG080%20Ferroio%20di%20Scanno%20Enrico078%20Clara.JPG076%20Elena%20e%20Vittoria.JPG074%20Giacomo%20Elena%20Vittoria.JPG073%20Stele%20Giovanni%20Paolo%20II.JPG070%20Verso%20Ferroio%20di%20Scanno.JPG069%20Michele.JPG068%20Stazzo%20di%20Ziomas.JPG064%20Clara%20e%20Vittoria.JPG060%20Bocca%20di%20Pantano.JPG057%20Bocca%20di%20Pantano.JPG056%20Pescasseroli%20Volpe%20Rossa.JPG053%20Civitella%20Alfedena%20cervi.JPG052%20Civitella%20Alfedena.JPG051%20Francesco.JPG048%20Bianca%20e%20Carlo.JPG047%20Vittoria%20e%20Elena.JPG039%20Verso%20Lago%20Vivo.JPG036%20Verso%20Lago%20Vivo.JPG032%20Pescasseroli%20Volpe%20Rossa.JPG031%20Pescasseroli%20Volpe%20Rossa.JPG030%20Pescasseroli%20Volpe%20Rossa.JPG028%20Pescasseroli%20Volpe%20Rossa.JPG027%20Pescasseroli%20Volpe%20Rossa.JPG023%20Pescasseroli%20Volpe%20Rossa.JPG022%20Pescasseroli%20Vittoria.JPG021%20Pescasseroli%20Francesco.JPG020%20Pescasseroli%20Volpe%20Rossa.JPG019%20Pescasseroli%20Volpe%20Rossa.JPG016%20Sperone%20Giacomo.JPG015%20Sperone.JPG013%20Sperone%20Vittoria.JPG009%20Sperone%20mucche.JPG004%20Sperone.JPG001%20Sperone.JPG
Pescasseroli, 2 giugno 2015. Ecco, a proposito di anni che passano:sembra ieri che abbiamo istituito la tradizione della scampagnata del 2 giugnoper educare le nostre giovani marmotte alla natura e ai sentieri. E già chiappena ieri camminava, ora va avanti sul sentiero e chi neanche c’era ora stasulle spalle di papà. Ancora poco e ci accompagneranno loro a passeggiare; emeno male che mi sono fatto promettere da Vittoria che mi porterà con lei inmontagna.
Iniziammo nel 2011, con lacasa sulle ruote, poi fu la volta della tenda, quindi in ostello aPescassseroli e, dopo il successo della passata edizione, quest'anno organizzodi nuovo qui al Parco Nazionale d’Abruzzo, presso la Volpe Rossadell’incontenibile Gerardo. La compagnia è nutrita, con dieci bimbi (Vittoria,Bianca, Elena, Clara, Giacomo, Giulio, Francesco, Nicolò, Ludovico e Vincenzo)e relativi genitori.
Prima tappa a Sperone, ilsuggestivo borgo fantasma abbandonato due volte: la prima nel 1915, dopo ilgrande terremoto della marsica, la seconda nel 1971 per spopolamento. La suasolitaria torre cilindrica è una sentinella, alta a dominare il selvaggioterritorio del parco.
Dopo una spesa esagerata (nonè facile farla per 20 persone), la sera siamo tutti nella sala comune davantial camino per una conviviale amatriciana, con tanto di festeggiamenti per igenetliaci di Flavia e Ludovico. E poi, fra urla, giochi e trambusto di letti,tutti a ninna presto.
Ma siccome che non siamo quiper divertirci, alle 8 suona la sveglia e, con la minaccia costante deltemporale pomeridiano, eccoci incolonnati sul sentiero che dal Valico di Barreasale al Lago Vivo. Il drappello si sgrana lungo la pietrosa traccia nellafaggeta, con i bimbi più grandi che guidano ormai la truppa sotto le ombrosefronde e i più piccoli che sgambettano per cercare di raggiungerli.
Cinquecentodieci metri didislivello ed ecco la conca verdeggiante del lago che respira, circondata dallacorona delle vette della riserva integrale: il Tartaro, l’Altare, sua Maestà ilPetroso e infine lo Iamiccio, vette proibite che non ne ho persa una. Il Lagogià se n'è andato, lasciando un acquitrino multicromaticamente verde che moltoindispone Giacomo. Panini, giochi, esplorazioni, Francesco ha la febbre ed ètempo di riprendere la via di casa.
Non senza però riparare primanel solito bar di Civitella Alfedena, dove ci diamo giù con gelati, birre epatatine per una spesa complessiva di ben 50 euri. Un’occhiata ai lupi, aicervi e la sera una bella grigliata pone fine alla giornata.
Ecco di nuovo l’ingratocompito di mettere in moto la truppa. Dopo la faticaccia di ieri, oggi una piùtranquilla passeggiata da Passo Godi verso il Ferroio di Scanno e la stele chericorda le segrete visite di Papa Giovanni Paolo II. Come al solito i cieli blupopolati di candidi nembi non fanno presagire nulla di buono per il pomeriggioe allunghiamo il passo. La carrareccia si inoltra discreta nello scenograficoterritorio, fra prati fioriti e alte montagne. Nel tratto più ripido duepastori in fuoristrada danno un passaggio ai bimbi (e a Michele) e presto siamoalla stele, con la vista che si apre fin sulle lontane vette della Camosciara.
Le prime gocce ci indicano lavia del ritorno, ma, pioggia o non pioggia, il tappeto di orapi allo stazzo diZiomas ci convince a un divertente gran bel raccolto. La sera, con un tempo chesembra inverno, siamo tutti davanti al nostro tavolone a capare orapi per unasquisita pasta con la profumata verdura.
E arriva l’ultimo giorno.Anche quest’anno partenza intelligente con tappa intermedia alla stupendaAbbazia cistercense di Casamari. Vista la chiesa, il chiostro e fattoabbastanza chiasso fra le monacali mura, un fatiscente locale dirimpetto attirala nostra attenzione, insieme all’originale gestore: una specie di piccoloCharles Bronson. Qualche difficoltà nelle ordinazioni e la scelta del tavolo, idubbi crescono, tripadvisor non li fuga; e invece nella trattoria di RenatoCampoli si mangia benissimo e si spende poco.
Con le panze tonde e lepalpebre pesanti e tempo ora di riprendere veramente la via di casa, con lamente già ai prossimi sentieri dove condurre le nostre piccole marmotte.
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