Monti Invisibili
Cimata di Macchia Triste
Quota 2.090 m
Data 29 marzo 2014
Sentiero segnato
Dislivello 1.174
Distanza 15,44 km
Tempo totale 6:48 h
Tempo di marcia 5:44 h
Cartografia Il Lupo Velino-Sirente
Descrizione Da Cartore per la Val di Fua, il Rifugio Gigi Panei (1.668 m, +1,30 h), il poggio sopra il Lago della Duchessa (1.802 m, +35 min.) e la Cimata di Macchia Triste (2.090 m, +1,17 h). Ritorno per la Valle Fredda, il poggio del lago (+32 min.), il Rifugio Gigi Panei (+25 min.), il Vallone del Cieco fino all’incrocio con il nuovo sentiero di collegamento con la Valle della Cesa (1.535 m, +20 min.), la Valle della Cesa (1.300 m, +35 min.) e Cartore (+30 min.).
 
06 Macchia Triste log

Traccia GPS

07 Macchia Triste dislivello
028CorvarobarDuchessa027VallonedelCieco.JPG026MuroLungo.JPG025CimatadiMacchiaTriste.JPG022MuroLungo.JPG021VersolaCimata018VersolaCimata.JPG015ValleFredda.JPG012ValleFredda.JPG011ValleFredda.JPG010LagodellaDuchessa.JPG009LagodellaDuchessa007MonteMorrone.JPG005RifugioGigiPanei.JPG004VallonedelCieco.JPG002ValdiFua.JPG001ValdiFua.JPG
Cimata di Macchia Triste, 29 marzo 2014. È strano come a volte sia arduo decidere di andare in montagna. Sicuramente d'estate è più facile: minore l'organizzazione, minori le carabattole, minori i pericoli. Ma d'inverno sembra che tutto congiuri e ti sia contro: il maltempo, il freddo, la neve, il buio, la famiglia, la stessa voglia di rimanere al calduccio e al sicuro con i propri cari. E allora il desiderio di spazi di orizzonti di libertà si contrae a un nocciolo piccolo piccolo in fondo all'anima. Ma continua flebile a pulsare, all’improvviso esplode, e allora al diavolo la famiglia il lavoro il freddo, si prende lo zaino e si parte.
Ed eccoci con Alfredo, in questo ultimo giorno di ora solare, in cammino dall'isolato borgo di Cartore fra le grigie e buie pareti della Val di Fua che si insinuano prepotenti nella riserva della Duchessa. Il sentiero è ripido, ma il passo è agile e ci innalza veloci sopra un mondo alberato ancora immobile nell'inverno. Dopo la cengia incatenata, l’ultima ripida tirata e la Fua si allarga nella Valle del Cieco, dove ci attendono i 1.668 metri del Rifugio Gigi Panei.
Il paesaggio è ora immacolato, di una neve recente ma buona, che sostiene il passo e rende agevole il cammino: il Morrone si eleva massiccio a nord, mentre a sud il Muro Lungo è un grigio bastione che incute timore. Ancora poco e ci affacciamo dal poggio sul ghiacciato Lago della Duchessa, che rivela già la sua originale forma di otto. L’ampia valle innevata è chiusa ora a oriente dalla possente muraglia del Costone, ma il nostro percorso si snoda evidente verso la remota cimata.
Il sole picchia implacabile e inizia a biscottare gli zebedei di Alfredo, imballati a dovere entro pantaloni troppo caldi per la giornata.
Attacchiamo con energia la salita, gli ultimi metri ci induriscono le gambe, ma ormai siamo ai 2.090 metri della Cimata di Macchia Triste, poetica e isolata vetta, splendido balcone sulla Val di Teve e sul dirimpetto gruppo del Velino.
Un vento gelido ci invita a riprendere subito il cammino, interrotto solo dalle chiacchiere di un altro ciarliero montanaro incontrato per la via. Decidiamo di rientrare per la Val di Fua, in modo da liberare tempo per birra e strumenti fumatori, ma appena termina la Valle del Cieco la nostra attenzione è attratta da un nuovo sentiero di collegamento con la Valle della Cesa e decidiamo di inoltrarci su questa traccia. Bellissima scoperta in ambiente sconosciuto e selvaggio, fra ampie radure e fitti boschi che in poco più di mezz’ora ci recano nella parte bassa della Cesa, da dove in appena altri trenta minuti di noiosa carrareccia siamo di nuovo a Cartore. C’è tutto il tempo di fermarsi al bar La Duchessa di Corvaro, dove rilassare l’animo e le membra con birra, pipa e sigaro toscano.
 
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