Monti Invisibili
Anello del Circeo
Quota 541 m
Data 18aprile 2015
Sentiero segnato
Dislivello 655 m
Distanza 10,65 km
Tempo totale 5:25 h
Tempo di marcia 4:50 h
Cartografia IGM 414III SO San Felice Circeo
Descrizione Da TorrePaola (15 m) per la cresta occidentale, il Picco d’Istria (418 m, +1,12 h) e lavetta (+43 h). Poi per la cresta orientale lungo il sentiero numero 4 cheinizia dal punto di quota 471 a occidente dell’edificio sommitale, il FortinoCreta Rossa (393 m, +1,25 h), il Semaforo (399 m, +15 min.), il sentieroCerasella, il sentiero numero 3 per la Grotta della Sibilla (101 m, +45 min.) eTorre Paola (+30 min.). Percorso di cresta splendido ma poco camminabile.
06 Anello Circeo log

Traccia GPS

07 Anello Circeo dislivello
028%20Da%20Candido.JPG027%20Sentiero%20Matteo%20I.JPG025%20Campo%20di%20Croce.JPG024%20Doriano.JPG022%20Dalla%20cresta%20orientale.JPG019%20Monte%20Circeo.JPG017%20Monte%20Circeo.JPG016%20Sopra%20il%20Precipizio015%20Picco%20d%20Istria.JPG014%20Doriano.JPG013%20Il%20Precipizio.JPG011%20Verso%20il%20Precipizio.JPG010%20Verso%20Picco%20d%20Istria.JPG009%20Doriano%20e%20Luca.JPG007%20Marina.JPG005%20Canale%20dei%20Pescatori.JPG004%20In%20cresta.JPG003%20Doriano.JPG001%20Verso%20la%20cresta.JPG
Il Circeo secondo mia figlia Vittoria, classe 2007
033%20Disegno%20Vittoria032%20Disegno%20Vittoria031%20Disegno%20Vittoria030%20Disegno%20Vittoria029%20Disegno%20Vittoria
Anello del Circeo, 18 aprile 2015. Con l’andare dell’età si vienead apprezzare un piacere che è più difficile gradire nella fiamma divoratricedella gioventù e che si può indicare con una sola parola: il ritorno.
Il ritorno su libri già letti,il ritorno in luoghi già visti.
In cosa consiste questopiacere, perché non diviene mai noia?Mi vien da pensare che questoritorno non sia mai un vero ritorno, perché noi non siamo più quelli che alloralessero quelle pagine, visitarono quei luoghi. Perfino il nostro corpomateriale nel giro di un anno non è composto più delle stesse cellule deglistessi atomi, figuriamoci le componenti più effimere come i nostri sogni, lenostre aspettative, la nostra anima.
E allora tornando sulle stessepagine, sulla medesima montagna, in parte andiamo a cercare nuovamente emozionigià sperimentate, ma ci renderemo conto anche che il ricordo era diverso:apprezzeremo particolari che allora non avevamo notato, non ci piacerà quelloche la memoria aveva abbellito o, al contrario, avvertiremo l'estremasoddisfazione di riscoprire proprio come la rammentavamo quella descrizione oquella valletta che tanto di avevano colpito.
Insomma un ritorno che non èun ritorno ma una nuova scoperta. Probabilmente stiamo parlando di nostalgia ea voler essere rigorosi l'etimologia stessa del lemma indica dolore (algos) delritorno (nostos), un rimpianto per luoghi, persone, eventi passati che sivorrebbero rivivere, dove si vorrebbe tornare.
E un ritorno, dopo appena tresettimane, è stato anche questo anello sul Monte Circeo, ancora con papàGiacomo e Luca e anche con Doriano e Marina; insomma con Quelli di aria sottileben rappresentati.
La scusa, quella di andare ascoprire quella magnifica cresta fra mare cielo e terra che l'altra volta ciera sfuggita, ma in effetti la buona ragione è di camminare finalmente conDoriano, un uomo di montagna con il quale ci siamo virtualmente annusati peranni.
E nel cammino la conoscenzanon ha deluso le aspettative: il carisma nella pacatezza dei modi, lo stupore neifiori e nelle rocce, l’entusiasmo per un sentiero incognito, il naturaleistinto protettivo per la compagna.
Il tempo non è dei miglioriquando ci ritroviamo a Torre Paola, ma subito ci inoltriamo sul ripido sentieroe andiamo a divertirci fra le facili e panoramiche roccette della crestaoccidentale. Il nostro piccolo drappello appare e disappare, intrufolandosinella macchia mediterranea che in tre settimane è riuscita a strappare spazioal cammino. Sentori salmastri trasportati dal vento ci investono fin quassù ein un paio d'ore siamo in cima, dove finalmente il sole carica di blu iriflessi del mare.
Torniamo brevemente sui nostripassi ed ecco la deviazione di quota 471 che ci da accesso alla crestaorientale. Difficile parlare di sentiero: radi segni scortano il nostro incertoe non proprio agevole cammino su una traccia a tratti malmessa, su un fondo perlo più sconnesso, ma le contrapposte vedute su mare e terra rendono il crinalespettacolare.
Le nubi tengono oggi celate leisole e le montagne e ci rinchiudono in una bolla che ci fa ammirare al megliol'ambiente a noi vicino. Saliamo, scendiamo, ci contorciamo su un filo esile,dove la vegetazione comanda, e finalmente giungiamo alle antiche mura delfortino Crete Rosse, che fanno molta impressione su Doriano e soprattutto sulloschermo della sua poderosa fotocamera.
Dopo il Semaforo scendiamodiretti nel bosco lungo il sentiero Cerasella e l'ancor più dirupato sentieroMatteo I, fino a riagganciare l'ombroso tratturo di fondovalle che, attraversandole enigmatiche pietre della Grotta della Sibilla (sentori marchigiani, ehDoriano?!) ci deposita infine nuovamente a Torre Paola.
C'è tempo per prolungare ilpiacere della compagnia nella marittima trattoria Da Candido, dove insalata dipolipo e spaghetti con le vongole vengono innaffiati di vinello frizzante ebirra, fra chiacchiere di montagne, montanari e libri di montagna, che mettonofine alla piacevole giornata.
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