Monti Invisibili
Traversata del Velino
Quota 2.102 m
Data 25 agosto 2025
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello in salita 1.608 m
Dislivello in discesa 1.172 m
Distanza 30,05 km
Tempo totale 9:17 h
Tempo di marcia 8:48 h
Cartografia Il Lupo Velino-Sirente
Descrizione Bus Cotral (ore 7,25) da Roma Ponte Mammolo a Corvaro (834 m). Poi per l’Anguizzola (883 m, +17 min.), Prime Prata (1.572 m, +1,24 h), La Piana (1.750 m), i Rifugi di Fonte Le Vene (1.739 m, +1,23 h), il Vado dell’Asina (1.910 m, +1,20 h), la Selletta delle Solagne (1.961 m, +32 min.), il Passo del Puzzillo (2.073 m, +38 min.), il Rifugio Sebastiani (2.102 m, +42 min.), la Valle Cerchiata (1.790 m), Capo di Pezza (1.535 m, +52 min.), i Piani di Pezza, Vado di Pezza (1.500 m, +55 min.) e Rocca di Mezzo (1.270 m, +45 min.). Bus per Avezzano e treno per Roma. Splendida e faticosissima traversata in ambiente rigoglioso e ancora pienamente estivo. Seicentesimo chilometro di dislivello in salita a quota 1.580.

020 avezzano

019 Piani di Pezza

018 Capo di Pezza

017 Valle Cerchiata

016 Valle Cerchiata

015 Rifugio Sebastiani

014 Verso il Passo del Puzzillo

013 Lago della Duchessa

012 Verso il Vado dell'Asina

011 Verso il Vado dell'Asina

010 Verso il Vado dell'Asina

009 Fonte le Vene

008 Rifugi di Fonte le Vene

007 Rifugi di Fonte le Vene

006 Verso i Rifugi di Fonte le Vene

005 La Piana

004 La Piana

003 Con Alessandro

002 Prime Prata

001 Verso Prime Prata

000 Velino altimetria
Traversata del Velino, 25 agosto 2025. C’è un autobus – quello delle 7,25 da Roma Ponte Mammolo – che in poco più di un’ora e appena 5 euro di costo ti conduce senza fatica dai clamori cittadini alla quiete montana di Corvaro, sul confine della Riserva delle Montagne della Duchessa e quindi anche del limitrofo Parco del Velino.
Purtroppo è l’unico che dalla Capitale sia in grado di portarti verso le montagne più elevate per un’escursione in giornata; poca difficoltà, invece, per raggiungere con i mezzi pubblici gruppi minori come Aurunci, Lucretili, Simbruini e compagnia bella.
Nel tempo ho utilizzato questa felice connessione per realizzare escursioni a basso costo e anche per alcune interessanti traversate, come questa di oggi che dalla Valle del Salto mi ha condotto, attraverso una miriade di ambienti diversi e solitari, fin all’Altopiano delle Rocche.
L’occasione per riacquistare un po’ il passo dopo le estive vacanze africane e anche per mettere finalmente in carniere il 600.000° metro di dislivello in salita, misurato dacché tengo traccia delle mie escursioni.
Combinazione di metropolitane e all’ora stabilita sono sul torpedone che mi deposita puntuale agli 834 metri di Corvaro. Da qui si può salire verso i 2.000 metri di Monta Cava o inoltrarsi nella Valle Amara e andarsene poi verso il Lago della Duchessa; i più energetici (fra i quali mi pongo) possono raggiungere anche il Monte Velino. Oggi invece risalgo quella bellissima costa boscosa che si estende a est dell’autostrada, che sembra impenetrabile e invece custodisce un bel sentiero.
Non prima di essermi abboffato di more, attacco allora l’erta e ombrosa salita che esce infine sulla bellissima conca di Prime Prata, splendido belvedere sulla Valle del Salto. Sto lì a fotografare quando uno sconosciuto mi apostrofa: è Alessandro, di San Benedetto del Tronto, in cammino sulle orme dei Briganti e col quale condivido un po’ di passi, discorrendo di altri sentieri, di altre avventure e lasciando scorrere inavvertiti i 600.000 metri fin qui accumulati.
Alla Piana i nostri passi divergono ed io m’introduco su un bel sentiero a balcone regolato dall’uomo, con viste precipitevoli su valli serrate. Dai 1.739 metri dei Rifugi di Fonte le Vene un altro bel sentiero scavato a piccone dirige verso la Valle di Mercaturo. La sensazione di solitudine e straniante ed io inizio a pensare di aver calcolato i tempi con eccessivo ottimismo.
Finalmente i 1.910 metri del Vado dell’Asina mi aprono la vista sul Lago della Duchessa e dai vicini 1.961 della Selletta delle Solagne inizio a traversare verso il Rifugio Sebastiani. Le gambe sono ormai dure e legnose, anche se sono costretto a forzare per non mancare l’appuntamento con il bus a Rocca di Mezzo.
Dal Passo del Puzzillo il rifugio è ormai in vista e lo raggiungo alle 15,15, con un’ora e un quarto di ritardo rispetto a quanto preventivato. Mi rifocillo, chiacchiero con altri avventori ed Eleonora mi ammannisce una birra gelida che è un vero toccasana: da ora si inizia a correre!
Giù a rotta di collo per il bosco della Val Cerchiata. Arrivo a Capo di Pezza e a passo di carica traverso tutti gli omonimi piani: 55 minuti per oltre 5 chilometri. Ormai è asfalto, vengo colto dalla tentazione di chiedere un passaggio, ma dovrei farcela. Ci sono, affronto il rettilineo di Rocca di Mezzo…: “No, non lo aiutate sennò è squalificato” (cit.) e salto sul bus proprio mentre si ferma… senza biglietto.
Dopo oltre 30 chilometri è tempo di rilassarsi… e di levarsi gli scarponi nel tragitto verso Avezzano.
L’attesa del treno delle 21,12 per Roma è l’occasione per rifocillarsi con gli arrosticini e poi per gustare una birra e celebrare con un sigaro toscano, riflettendo su questi ultimi 100.000 metri che alla soglia dei 60 anni mi hanno portato qui: attraverso lunghe traversate (Gran Sasso - Maiella e Roma - Velino fra tutte), Cammini (Borghi Silenti e San Francesco), avvincenti salite, ma soprattutto lunghe camminate esplorative alla scoperta di forre, borghi, eremi e necropoli.
E sorge una domanda: riuscirò mai a raggiungere il milione (1.000.000) di metri di dislivello? Rispettando la media di 25.000 metri l’anno ci potrei arrivare alla soglia dei 75 anni. Traguardo possibile, anche se la preferenza degli ultimi anni per i chilometri (le distanze) in luogo dei metri (il dislivello) rende l’obiettivo meno interessante e il favore per il mezzi pubblici al posto dell’automobile anche un po’ più difficile.