Monti Invisibili
Traversata della Tolfa
Quota 450 m
Data 15 gennaio 2022
Sentiero non segnato
Dislivello in salita 758 m
Dislivello in discesa 540 m
Distanza 25,99 km
Tempo totale 8:08 h
Tempo di marcia 7:21 h
Cartografia Il Lupo Monti della Tolfa
Descrizione Con il bus Cotral da Roma La Storta (ore 7,26) alla S.P 3a fermata f325 (140 m). Poi per la Necropoli di Pian della Conserva (234 m, +13 min.), il Casale della Conserva (189 m, +30 min.), la Necropoli del Ferrone (210 m, +2,22 h), il guado del Fosso del Lenta (140 m, +12 min.), la Necropoli dei Grottini (180 m, +20 min.) con visita del sito (12 min.), il primo guado del Fiume Mignone (151 m, +24 min.), il secondo guado del Mignone (155 m, +27 min.), il terzo guado del Mignone (157 m, +5 min.), la Diga di Monterano (160 m, +15 min.), il quarto guado del Mignone (173 m, +20 min.), il quinto guado del Mignone (175 m, +5 min.), la Solfatara Vecchia (185 m, +13 min.), Monterano (288 m, +15 min.), Canale Monterano (380 m, +48 min.), Quadroni (400 m, +20 min.) e la stazione di Manziana (338 m, +20 min.). Avventuroso percorso solitario e selvaggio dall’orientamento complesso su strade bianche e sentieri, con molto fango e numerosi guadi con acqua al polpaccio.


059 Manziana

058 Canale Monterano gatto

057 Canale Monterano gatto

056 Monterano Cavone

054 Monterano acquedotto

053 Monterano San Rocco

052 Monterano Castello Orsini Altieri

051 Monterano

050 Monterano

049 Solfatara Vecchia

048 Quinto guado del Mignone

047 Monterano mucche

046 Monterano

045 Monterano

044 Terzo guado del Mignone

043 Terzo guado del Mignone

042 Secondo guado del Mignone

041 Secondo guado del Mignone

040 Secondo guado del Mignone

039 Secondo guado del Mignone

038 Secondo guado del Mignone

036 Poggio Fortino

035 Ghiaccio

034 Primo guado del Mignone

033 Cesoie

032 Verso il Fiume Mignone

030 Necropoli dei Grottini

029 Verso Necropoli dei Grottini

028 Guado del Fosso del Lenta

027 Necropoli del Ferrone

026 Maremmana

025 Maremmana

024 Verso Necropoli del Ferrone

023 Verso Necropoli del Ferrone

022 Monte Velino

021 Verso Necropoli del Ferrone

020 Verso Necropoli del Ferrone

018 Verso Necropoli del Ferrone Tolfa

017 Fosso Verginese

016 Tolfa

015 Casale dell'Acqua Bianca

014 Casale della Conserva

013 Casale della Conserva

012 Casale della Conserva

011 Casale della Conserva

009 Casale della Conserva

008 Casale della Conserva

007 Tolfa

006 Necropoli di Pian della Conserva

004 Necropoli di Pian della Conserva

003 Necropoli di Pian della Conserva

002 Necropoli di Pian della Conserva

001 Roma Stazione Appiano
Traversata della Tolfa, 15 gennaio 2022. “Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità”.
Vita, Libertà, Felicità: diamine! già nella Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d'America del 4 luglio 1776 avevano dato una precisa descrizione del piacere di camminare.
Perché a ogni passo vado approfondendo la consapevolezza che camminare è inseguire la felicità, una fuga se vogliamo – ma nel senso sano teorizzato da Laborit nel suo Elogio – alla ricerca di una riflessione, una conoscenza, un equilibrio che rendono il cammino tanto simile alla lettura.
E in questa ricerca della felicità, oggi ho avvertito prepotente il bisogno di Tolfa, selvaggio territorio che è un po’ la Majella delle terre piatte: solitario, illimitato e complesso, con un orografia e un idrografia che lo fanno molto meno pianeggiante di quanto appaia a un primo fugace sguardo. Denso di segreti da cercare con pazienza: la limitrofa Tuscia i suoi tesori te li sbatte in faccia, dove invece la Tolfa richiede orientamento e tenacia, ripagata anche dalle sue ampie distese aperte che infondono il senso dello spazio e una profonda calma interiore.
Il bus Cotral da Roma ci deposita appena sotto la cuspide tolfetana, in un’aria gelida stiepidita da un sole radioso. Dentro e fuori le belle tombe della Necropoli di Pian della Conserva, ma noi aneliamo muovere le gambe e presto veniamo fagocitati da una vecchia traccia abbandonata nel folto.
Tolfa si allontana su un mare che risplende e noi procediamo fra tratturi e sentieri fino a piombare nel bel mezzo di una battuta di caccia al cinghiale.
Un panino fra gli spari della battaglia nell’allagata e infrascata Necropoli del Ferrone, e riprendiamo tosto il cammino per trarci presto dal periglio.
Una bretella sul Lenta agevola il primo dei numerosi guadi della giornata e poi, fra pozze sulfuree saliamo alla piccola e suggestiva Necropoli dei Grottini.
E ora inizia la nostra battaglia con rovi e spini su una carrareccia che pare abbandonata da decenni. Ma oggi siamo equipaggiati di cesoie e presto siamo sulla rive di un placido Mignone, che guadiamo senza soverchia preoccupazione.
L’ambiente vallivo di lungofiume si fa sereno, con viste che ricordano il Parco di Veio (quanto anche la Tolfa meriterebbe tutela!). Il fiume incrocia spesso i nostri scarponi, ma basta non farci caso e diviene sentiero.
E nel piacere dell’avventura mi avvedo che nella ricerca di un senso del cammino, durante la ventosa salita a Cima Campitello ho tralasciato ciò che più mi ha dato soddisfazione lo scorso anno: la traversata da Roma fino al Gran Sasso. Questo mi piace: traversare, non tornare sui miei passi, immergermi nel territorio passando di borgo in borgo per allontanarmene di nuovo straniero. In fuga dalla frenesia e dalla velocità, in un recupero della dimensione del viaggio applicata al cammino. E allora il senso del cammino potrebbe essere questo: l’eliminazione di tutte le sovrastrutture della vita quotidiana, in un gesto sovversivo che riconcilia col mondo e, soprattutto, con se stessi.
Con le ombre lunghe del meriggio siamo sotto Monterano: gli ultimi due guadi, gli effluvi ribollenti della Solfatara Vecchia e saliamo all’antico feudo che, dopo tanta solitudine, troviamo denso di voci.
Il treno per casa fischia già nelle nostre menti e così affrettiamo il passo per Manziana. C’è il tempo di una birra e poi sferragliamo via sereni.