Monti Invisibili
Traversata Castel Gandolfo - Rocca di Papa
Quota 820 m
Data 17 aprile 2022
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello in salita 545 m
Dislivello in discesa 271 m
Distanza 14,93 km
Tempo totale 4:22 h
Tempo di marcia 4:11 h
Cartografia Carta escursionistica Parco Castelli Romani
Descrizione Dalla stazione di Castel Gandolfo della linea ferroviaria FL4 (374 m) per il Lago di Albano (300 m, +12 min.), il lungolago fino al bivio di quota 310 m (+40 min.), il Romitorio di Sant’Angelo in Lacu (400 m, +1,10 h), le Grotte di Palazzolo (540 m, +22 min.), la Via Sacra (640 m, +50 min.), i Campi di Annibale (750 m, +40 min.) e Via San Sebastiano a Rocca di Papa (638 m, +17 min.). Sentiero per il Romitorio notevolmente infrascato e interrotto da numerosi alberi caduti, ma comunque percorribile.
026 Me
025 Da Rocca di Papa
023 Via Sacra
021 Verso la Via Sacra
020 Grotte di Palazzolo
019 Grotte di Palazzolo
018 Grotte di Palazzolo
017 Convento di Palazzolo
016 Romitorio di Sant'Angelo in Lacu
015 Romitorio di Sant'Angelo in Lacu
014 Romitorio di Sant'Angelo in Lacu
013 Romitorio di Sant'Angelo in Lacu
012 Romitorio di Sant'Angelo in Lacu
011 Romitorio di Sant'Angelo in Lacu
010 Lago di Albano
009 Verso Romitorio di Sant'Angelo in Lacu
008 Verso Romitorio di Sant'Angelo in Lacu
007 Verso Romitorio di Sant'Angelo in Lacu
006 Lago di Albano
005 Lago di Albano
004 Lago di Albano
003 Lago di Albano
002 Lago di Albano
001 Roma Stazione Termini
Castelli Romani, 17 aprile 2022. Se c’è una cosa che non sopporto più – pur se mai l’ho sopportata – è starmene per ore a rimpinzarmi di cibarie con le zampe sotto un tavolo. Un metabolismo un po’ accelerato e una pluriennale e giornaliera iperattività (non solo sportiva, per carità, ma anche d’incombenze familiari), mi hanno condotto alla preferenza per spuntini continui e limitati durante tutto l’arco della giornata. E se devo dare il favore a una tipologia di pasto, ecco un bel tagliere di formaggi, salumi e spizzicherie varie annaffiate di birra o un sostanzioso piatto di pastasciutta.
Così anche quest’anno per sopportare l’immancabile pranzo di Pasqua dai suoceri, su ai Castelli Romani, decido di andarci a piedi.
Esco di soppiatto da una casa ancora addormentata e presto un treno vuoto mi conduce sul belvedere di Castel Gandolfo, dove dall’altra parte del Lago di Albano già occhieggia la meta finale di Rocca di Papa.
Procedo veloce nella galleria verde del lungolago, solcata da numerosi altri camminatori e ciclisti, evidentemente in fuga come me dagli obblighi pasquali.
Un ripido sentiero solitario risale ora nel folto della sponda meridionale dello specchio vulcanico. A dispetto di una segnatura continua, il percorso sovente s’infrasca, è interrotto da frane e da una miriade di alberi caduti che obbligano a continui contorcimenti. La ripidità di questo versante del cratere ha impedito l’aliena introduzione del castagno che affligge i Castelli Romani e il bosco è ancora dominio delle originarie essenze di querce, tigli e aceri.
Eppure il tracciato appare regolato frequentemente da antica mano umana, e infatti ecco inaspettate dirute mura a sostenere ora fusti contorti. È il Romitorio di Sant’Angelo in Lacu, che dalle dimensioni più che un romitorio sembra essere stato un monastero. Mura diroccate abbarbicate nel vuoto, una torre campanaria, ipogei dalle pietre sospese e traballanti dove mi astengo dall’entrare visto che sono solo.
Riprendo il cammino fra i sentori di una primavera che elide inesorabile l’inverno.
L’odore morbido della terra, il sapore di un asparago selvatico, il ritmico tamburellare di un picchio, i riflessi del lago che baluginano fra le fronde risvegliano nella solitudine immagini di esperienze trascorse. E sono in cammino verso Castrovalva, immerso nelle valli marsicane, su per le creste dalle Majella.
I sensi sono capaci di destare istantaneamente una memoria, con il vantaggio che possiedono la chiave per accedere direttamente all’inconscio senza passare per il conscio.
Sfioro le grandi Grotte di Palazzolo, taglio la Via dei Laghi e inizio la lunga salita sui basoli della Via Sacra che conduceva al tempio di Giove Laziale.
Quando scavallo gli 820 metri la mia pancia borbotta. Ancora pochi minuti e sarò con le famose zampe sotto il tavolo, ma così non mi peserà, anzi…