Monti Invisibili

Monte Vettore
Quota 2.476 m
Data 22 agosto 2026
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello 1.296 m
Distanza 15,13 km
Tempo totale 7:47 h
Tempo di marcia 6:28 h
Cartografia CAI Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Descrizione Dalla Sorgente Santa (1.159 m) per la chiesa diruta di Santa Maria del Pantano (1.180 m, +3 min.), la Fonte del Pastore (1.520 m, +45 min.), Il Casotto (1.600 m, +12 min.), la Sella del Banditello (1.823 m, +39 min.), il Sasso d’Andre' (2.100 m, +46 min.), la Forcella di Torrone (+7 min.), Monte Torrone (+11 min.), quota 2.317 e Monte Vettore (2.476 m, +1,14 h). Ritorno per la sella fra il Vettore e il Pizzo (2.330 m), Il Sassone, la Fonte del Pastore (1.520 m, +1,55 h) e la Sorgente Santa (+36 min.). Agile e panoramica escursione ma in caso di vento forte attenzione alla cresta ripida e tormentata prima di quota 2.317. Strada per arrivare alla Sorgente Santa notevolmente dissestata: conviene lasciare la macchina dopo il paese di Colle in corrispondenza di un’area picnic dalla quale parte il sentiero per la sorgente. Avvistati numerosi grandi rapaci.
 

monte vettore mappa

Traccia GPS

piedilama

023 Piedilama

santa maria del pantano

022 Santa Maria del Pantano

colli marchigiani

021 Verso la Fonte del Pastore

colli marchigiani

020 Verso la Fonte del Pastore

monte vettore

019 Me

monte vettore

018 Monte Vettore

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017 Monte Vettore

pizzo del diavolo

016 Pizzo del Diavolo

pizzo del diavolo

015 Pizzo del Diavolo

monte torrone

014 Monte Torrone

sasso d'andre'

013 Sasso d'Andre' punto trigonometrico

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012 Sasso d'Andre'

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011 Verso Sasso d'Andre'

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010 Verso Sasso d'Andre'

sella del banditello

009 Verso Sasso d'Andre'

sella del banditello

008 Dalla Sella del Banditello

sella del banditello

007 Verso la Sella del Banditello

sella del banditello

006 Verso la Sella del Banditello

il casotto

005 Il Casotto

fonte del pastore

004 Fonte del Pastore

fonte del pastore

003 Fonte del Pastore

fonte del pastore

002 Verso la Fonte del Pastore

fonte del pastore

001 Verso la Fonte del Pastore

monte vettore altimetria

000 Monte Vettore dislivello

Monte Vettore, 22 agosto 2026. Andiamo in montagna per salire in vetta, ovviamente. A volte, però, la salita sa essere noiosa, perdendosi nella fatica della pendenza, senza l’amenità delle vedute: pochi metri di panorami, arriviamo in cima e poi di nuovo giù, lasciando nuovamente l’ariosità degli orizzonti sconfinati.
E poi ci sono le creste: cammini dove la gioia della cima è ininterrotta e può andare avanti per ore. Di tutte le escursioni montane quelle di cresta sono sempre le più appaganti, perché la cresta non è solo un elemento fisico della montagna, ma un confine capace di offrire uno sguardo profondo su mondi differenti. Una progressione che – a differenza della vetta, momento breve e spesso affollato – regala l’emozione di una conquista continua, dove salire lungo l’eleganza di una linea naturale offre un senso di progressione nitido e immediato.
Una cresta come quella che oggi mi ha condotto al Monte Vettore lungo il suo deserto versante settentrionale.
Tante, troppe ore di guida e fidandomi di Google Maps vado a ingaggiare una sterrata che si rivela una sassosa pista per trattori. Arrivato fortunosamente ai 1.159 metri della Sorgente Santa, intraprendo un’aromatica sterrata fra i pini popolata da pochi pigri tafani, verso la chiesa diruta di Santa Maria del Pantano.
Con la palpebra del mare che risplende all’orizzonte, dalla Fonte del Pastore seguo ora una traccia non segnata fra pascoli di quota ancora densi di grandi orapi, e sono ai 1.823 metri della Sella del Banditello, dove inizia la mia entusiasmante cavalcata di cresta. 
Lungo l’elegante linea obbligata dove la terra incontra il cielo, seguo il tipico sentiero sibillino, incastrato sulla cuspide e sospeso tra due versanti. Il cielo sopra e il vuoto attorno offrono una sensazione di volo dalla viste sprofondanti che dall’entroterra si spingono fino al mare Adriatico.
Nembi imponenti celano la mia destinazione e il passo richiede attenzione in questa giornata di raffiche improvvise, in un equilibrio dinamico da trovare continuando a camminare.
In un profluvio di stelle alpine scavalco le elevazioni del Sasso d’Andre’ e del Monte Torrone, mentre la severa parete di Pizzo del Diavolo si erge su un Lago di Pilato ancora inaspettatamente ricco di acque.
Cammino solitario fine all’affollata cima del Vettore e io mi allontano un po’ verso un angolino appartato dove accendere la mia radica con vista sui colli marchigiani.
Un lungo sentiero di costa – a tratti oltremodo sassoso – entra nel Grande Imbuto del Fosso di Colleluce, sfiora il Sassone e mi conduce di nuovo alla Fonte del Pastore e di lì alla vettura.
Non mi solletica punto ripercorrere quella stradaccia sassosa e vedo che la carta riporta un’altra possibile direttrice verso il vicino borgo di Colle. Si tratta solo di una traccia in ripida discesa attraverso i pascoli, ma il fondo è solido e dovrei farcela. Ed ecco che l’asfalto torna a mordere le mie gomme, pronte a condurmi ora verso la meritata bionda.
 

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