Monti Invisibili
Anello del Maschio delle Faete
Quota 956 m
Data 14 ottobre 2021
Sentiero segnato
Dislivello 513 m
Distanza 13,64 km
Tempo totale 4:00 h
Tempo di marcia 3:32 h
Cartografia Carta escursionistica Parco Castelli Romani
Descrizione In bus Cotral a Rocca di Papa Piazza della Repubblica. Poi per Colle Iano (938 m, +1,05 h), La Madonnella (794 m, +17 min.), il Maschio delle Faete, (956 m, +30 min.), il complesso militare di Monte Cavo (923 m, +45 min.), il belvedere dei due laghi (890 m, +5 min.), la Via Sacra, i Campi di Annibale (750 m, +20 min.) e la fermata Cotral di Via di Frascati (570 m, +30 min.). Piacevole e poco faticosa escursione autunnale con piena visibilità dal mare ai monti.


030 Rocca di Papa Fermata Cotral

029 Me

028 Via Sacra

027 Via Sacra

026 Via Sacra

025 Via Sacra

024 Belvedere dei due laghi

023 Belvedere dei due laghi

022 Belvedere dei due laghi

021 Belvedere dei due laghi

020 Belvedere dei due laghi

019 Monte Cavo

018 Monte Cavo

017 Lago di Nemi

016 Presepe

015 Ciclamini

014 Monte Cavo

013 Da Maschio delle Faete

012 Da Maschio delle Faete

011 Da Maschio delle Faete

010 Maschio delle Faete

009 Verso Maschio delle Faete

008 La Madonnella

007 Colle Iano

006 Verso Colle Iano

005 Verso Colle Iano

004 Rocca di Papa

003 Rocca di Papa

002 Rocca di Papa

001 Roma Anagnina
Maschio delle Faete, 14 ottobre 2021. 14 ottobre, 14 anni di mia figlia Vittoria e io, con la scusa di provare un nuovo gps, affino l’arte del cammino; ma oggi non vedo l’ora di tornare a casa per festeggiare.
Ora però godiamoci la giornata e siccome che l’uso dell’automobile in escursione è divenuto per me sempre più un supplizio, aggiungo il sale del viaggio a quello del cammino, grazie a un facile avvicinamento con i mezzi pubblici.
Metropolitana (ho l’abbonamento Atac dal 1980) fino al terminal Cotral di Anagnina (questa è la tana del Cotral e una volta tanto non ho problemi a trovare la fermata) e con l’esoso esborso di un euro e trenta centesimi sono in una limpida e gelida Rocca di Papa, maestosamente affacciata dai Cimini fino al Tirreno passando per la Capitale.
Il malinconico borgo avvolge i miei primi passi e mi conduce ai ventosi Campi di Annibale, da dove il cammino diviene boscoso, fra alberi attoniti dall’improvviso gelo che vestono un verde muto che già più non gli appartiene.
Lieve e sereno il percorso mi conduce senza fatica ai 938 metri di Colle Iano, che condivide il nome del nume tutelare delle porte e dei passaggi col più noto e dirimpetto Monte Gennaro.
Sgranocchio qualche castagna selvatica e mi avventuro in boschi oscuri, illuminati da radenti lame di sole e da tappeti di ciclamini. Poi inizio a inerpicarmi sul bordo boscoso dell’antica caldera del Vulcano Laziale. Le viste sono chiuse, ma ai 956 metri del Maschio delle Faete, vetta più elevata dei Colli Albani, si aprono fino al mare e su tutti i Campi di Annibale, antico fondo del vulcano.
Qualche maestoso faggio ricorda ora del toponimo faete, prima dell’arrivo del castagno, e mentre le vedute si aprono anche verso il Lago di Nemi, arrivo alla recintata vetta di Monte Cavo, dove il basolato della Via Sacra, che conduceva al tempio di Giove Laziale, scompare dentro una murata galleria.
Ma appena sotto, dal magnifico belvedere dei due laghi, la vista spazia sul Lago di Nemi e quello di Albano incastonati nel verde cupo dei boschi, fino al mare, al Circeo e alle Isole Pontine.
Sbuffando la mia pipa riprendo il cammino sui basoli della Via Sacra e torno a Rocca di Papa, dove per altri 1,30 euro il Cotral (con tanto di fermata) mi riporta a casa a festeggiare con Vittoria e la sua mamma.