Monti Invisibili

Eremi della Mugliera
Quota 1.082 m
Data 2 maggio 2026
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello 632 m
Distanza 11,44 km
Tempo totale 6:36 h
Tempo di marcia 5:14 h
Cartografia Il Lupo Monti Ernici
Descrizione Dal km 9 della S.P. di Prato di Campoli per l’Eremo di Santa Maria in Caùto (1.104 m, +18 min.), la Grotta dell’Arco (1.098 m, +8 min.), il Fosso delle Pratelle (1.126 m, +37 min.), la Fonte del Tasso (1.135 m, +7 min.), l’Eremo di Santa Maria in Rivo Ursario (1.082 m, +36 min.), l’Eremo di San Michele Arcangelo e la retrostante grotta omonima (1.068 m, +42 min.), Fonte Sant’Angelo (1.050 m, +12 min.), Borgo Giannarelli (1.026 m, +23 min.) Aia Baglioni (1.074 m, +22 min.), l’Eremo di Santa Maria Maddalena (951 m, +33 min.), il Fosso del Rio (820 m, +30 min.), l’abitato di Case Sghera (967 m, +30 min.) e la macchina (+16 min.). Appassionante escursione esplorativa alla ricerca di pochi resti di eremi, in parte su tracce marcate in parte su terreno d’avventura obliquo e scivoloso.
 

eremi della mugliera mappa

Traccia GPS

eremi della mugliera

040 Birra

lambretta 175

039 Lambretta 175

fosso del rio

038 Fosso del Rio

eremo di santa maria maddalena

037 Eremo di Santa Maria Maddalena

eremo di santa maria maddalena

036 Eremo di Santa Maria Maddalena

aia baglioni

035 Aia Baglioni

aia baglioni

034 Aia Baglioni e Pizzo Deta

aia baglioni

033 Aia Baglioni

aia baglioni

032 Aia Baglioni

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031 Aia Baglioni

borgo giannarelli

030 Borgo Giannarelli

borgo giannarelli

029 Borgo Giannarelli

borgo giannarelli

028 Borgo Giannarelli

borgo giannarelli

027 Borgo Giannarelli

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026 Borgo Giannarelli

borgo giannarelli

025 Borgo Giannarelli

borgo giannarelli

024 Borgo Giannarelli

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023 Verso Borgo Giannarelli

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022 Verso Borgo Giannarelli

fonte sant'angelo

021 Fonte Sant'Angelo

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020 Verso Fonte sant'Angelo

eremo di san michele arcangelo

019 Grotta di San Michele Arcangelo

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018 Grotta di San Michele Arcangelo

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017 Grotta di San Michele Arcangelo

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016 Grotta di San Michele Arcangelo

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015 Eremo di San Michele Arcangelo

eremo di santa maria in rivo ursario

014 Eremo di Santa Maria in Rivo Ursario

eremo di santa maria in rivo ursario

013 Eremo di Santa Maria in Rivo Ursario

eremo di santa maria in rivo ursario

012 Eremo di Santa Maria in Rivo Ursario

fonte del tasso

011 Verso Eremo di Santa Maria in Rivo Ursario

fonte del tasso

010 Fonte del Tasso

fosso delle pratelle

009 Fosso delle Pratelle

fosso delle pratelle

008 Verso Fosso delle Pratelle

eremi della mugliera

007 Verso Fosso delle Pratelle

grotta dell'arco

006 Grotta dell'Arco

eremo di santa maria del cautoeremo di santa maria del cautoeremo di santa maria del cautoeremo di santa maria del cautoeremo di santa maria del cauto

001 Crocetta Cauto

eremi della mugliera altimetria

000 Eremi della Mugliera altimetria.

Eremi della Mugliera, 2 maggio 2026. A sud di Prato di Campoli e della panoramica cresta del Pizzo Deta si estende un ampio territorio di foreste oscure e impenetrabili, solcate da fossi profondi e sufficientemente ricche di acque. Intorno ai mille metri di quota questo regno carsico prende il suggestivo toponimo di La Mugliera: un altopiano ondulato e boscoso che si estende verso occidente fino a lambire la chiesa di San Nicola e la contrapposta maestosa Certosa di Trisulti.
Plaghe isolate e silenziose, modellate dal tempo per offrire riparo agli animali, ma anche a uomini che prediligano una vita appartata, asceti o briganti che siano.
Nelle antiche carte, quest’area era definita loca eremitarum, poiché possiede l’essenza stessa dell’isolamento: lontananza dal consorzio civile, valli strette e di difficile accesso, ricchezza di acque e di grotte da adattare a celle o a cappelle rupestri.
La vicinanza a grandi fari spirituali come la Certosa di Trisulti e l’Abbazia di Casamari garantiva agli eremiti una protezione dottrinale e materiale, mentre il passaggio di greggi e pellegrini a Prato di Campoli forniva loro l'occasione per offrire l'assistenza spirituale in cambio di carità.
Dopo l'Unità d'Italia, questi stessi eremi divennero rifugio per i cosiddetti briganti che si opponevano all'esercito piemontese: alcune strutture furono così distrutte con la dinamite per eliminare tali nascondigli.
Nidi di uomini, quindi, abbarbicati in luoghi impervi e dei quali rimangono poche pietre. Capaci però – uniti al silenzio e alla difficoltà di raggiungerli – di aprire suggestioni mistiche nell’animo del viandante.
Un percorso breve che alterna tratti dal passo agile su tracce incise, dove appare un’antica azione regolatrice dell’uomo, ad altri obliqui e scoscesi che richiedono passo sicuro e senso dell’orientamento; oltre che di camminare spesso pericolosamente con il gps alla mano… e in alcuni tratti neanche questo basta.
Sono le prime luci di una giornata nitida quando dal riverbero della strada vengo assorbito dall’avvolgente oscurità della foresta. Una traccia marcata mi conduce subito alle poche mura dell’Eremo di Santa Maria in Caùto, dove caùto sta per “cavità”, a ragione delle due piccole grotte sottostanti.
Il sentiero procede netto, intersecato da numerosi altri, capaci di confondere il passo e dei quali non so spiegarmi l’origine, stante la totale assenza di tracce di pascolo.
L’ipnotica meraviglia della Grotta dell’Arco e poi incrocio a lungo in un bosco oscuro fin sul fondo del Fosso delle Pratelle, dove un vecchio teschio cornuto rende densa l’atmosfera a fa da guardia alla Fonte del Tasso.
Antichi muretti regolatori del percorso sono memoria della remota vitalità di queste lande. Poi la traccia sparisce il terreno si fa obliquo, addossato a imponenti pareti dove in breve scorgo l’Eremo di Santa Maria in Rivo Ursario, con la sua struttura muraria poggiata alla viva roccia.
Il percorso si fa ora così claustrofobico e intricato nelle sue giravolte e nella limitatezza degli spazi aperti, da rendere arduo percepire la direzione e i rapporti spaziali.
È una sorpresa quindi trovarmi davanti le mura dell’Eremo di San Michele Arcangelo. Mi arrampico su un canalino scosceso e sono alla retrostante grotta, protetta da un alto muro.
Finalmente il bosco allenta la presa. Emergono le case rurali di Borgo Giannarelli e la vicina Aia Baglioni. Qui, all'interno di un circolo di pietre che guarda verso i boschi e il Pizzo Deta, mi concedo il pranzo e una pipa meditativa, avvolto dalla quiete del tempo.
La ripresa del cammino non è delle più agevoli, a motivo di un territorio eroso che mi conduce con difficoltà alle poche pietre dell’Eremo di Santa Maria Maddalena.
Barcollando sulle erosioni discendo alle gorgoglianti acque del Fosso del Rio. L'ultima risalita, ripida e veloce verso l’abitato di Case Sghera, mette il sigillo a questa giornata di cammino, faticosa nel corpo ma luminosa nello spirito.
 

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