Monti Invisibili
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Fotografare in controluce
La prima regola che ci hanno insegnato è di fotografare sempre con il sole alle spalle; ma con le opportune cautele può diventare anche il protagonista, diretto o indiretto, delle nostre foto, contribuendo a creare atmosfere particolari e inusuali.

Quando la fonte di illuminazione della scena si trova dietro il soggetto e non dietro il fotografo, siamo in una situazione di controluce, che può essere totale, se questa entra nel campo inquadrato, parziale se ne è esclusa. In questo caso la determinazione dell'esposizione corretta dipende dal tipo di risultato che vogliamo ottenere.
Se desideriamo una scena nella quale i dettagli siano più o meno leggibili, dovremo operare la lettura esposimetrica sulla luce riflessa dal soggetto e non su quella diretta dello sfondo. Misureremo quindi l'esposizione avvicinandoci al soggetto in modo da riempire con questo la maggior parte del mirino; ricomporremo poi l'inquadratura e scatteremo. In questo modo, ovviamente, lo sfondo verrà sovraesposto.
Se invece vogliamo riprendere la silhouette di un soggetto che si staglia contro uno sfondo luminoso, possiamo utilizzare i valori di tempo e diaframma indicati dall'esposimetro o scattare in modalità automatica. La forte illuminazione suggerirà infatti tempi rapidi e diaframmi chiusi che porteranno a un'immagine scura, della quale si distinguono solo in contorni. Gli effetti migliori si ottengono con soggetti in ombra posti davanti a uno sfondo molto luminoso: un muro bianco, una distesa di neve, il mare o lo stesso cielo; in quest'ultimo caso il momento ideale è quando il sole è basso sull'orizzonte o appena tramontato.

Soggetti ed effetti Alcuni soggetti si prestano meglio di altri al controluce. Per le silhouette sono indicati quelli dal profilo ben riconoscibile: un albero senza foglie, una persona di profilo e con gli arti leggermente discosti. Inoltre i capelli chiari verranno illuminati d'oro se si avrà l'accortezza di sovraesporre leggermente. Interessante anche il controluce di onde che si frangono sugli scogli e degli zampilli di una fontana, soprattutto se si stagliano su un fondo scuro. Infine un lampione fotografato in controluce sembrerà accendersi di luce, così come foglie e ragnatele, mentre volute di fumo e nebbie acquisteranno volume, originando atmosfere eteree e sognanti.
Per fotografare il sole con i raggi che partono dal centro e si aprono a stella, occorre calcolare l'esposizione in manuale senza includerlo nell'inquadratura, impostare valori di diaframma chiusi (f/16, f/22), ricomporre l'immagine e scattare.
All'alba e al tramonto, quando è basso sull'orizzonte e i raggi vengono filtrati da un consistente strato di atmosfera, è il momento giusto per fotografarlo: l'esposimetro sarà indotto a sottoesporre, con una generale saturazione cromatica del cielo e con gli oggetti in primo piano riprodotti in silhouette.
Infine, nel controluce, l'impiego di un filtro cross-screen (fisico o digitale) è in grado di creare atmosfere d'effetto.

Ancora sull'esposizione La criticità dell'illuminazione in una situazione di controluce fa sì che sia preferibile impostare manualmente tempi e diaframmi. Con il digitale è semplice però anche scattare in una modalità automatica, controllare il risultato sul display e compensando poi di conseguenza l'esposizione per lo scatto definitivo.
Bisogna anche dire che le moderne fotocamere digitali sono dotate di software di esposizione evoluti, in grado di escludere dal calcolo parti che presentino eventualmente una luminosità esagerata, utilizzando invece quella del resto della scena per ottenere una lettura esposimetrica corretta. Ovviamente la parte esclusa verrà bruciata o di un bianco abbagliante; potrebbe inoltre essere difficile ottenere una silhouette pura nel quale il soggetto abbia solo il profilo riconoscibile. In questo caso è preferibile ricorrere ai modi Scena Silhouette o Controluce, presenti su molte fotocamere.

Rischi del mestiere Quando si fotografa in controluce è necessario tener ben presenti due generi di pericoli: per il sensore della fotocamera e per i nostri occhi se si scatta con reflex a mirino ottico. L'obiettivo della fotocamera è infatti una lente che concentra l'immagine del sole sul sensore ma anche nell'occhio che lo inquadra, con il pericolo di danni e lesioni permanenti. È consigliabile quindi inquadrare utilizzando il visore LCD o in alternativa immaginare a priori l'inquadratura ricercata e poi sollevare rapidamente la fotocamera, inquadrare, scattare e abbassarla prima che il surriscaldamento crei danni. Minori problemi ci sono invece all'alba e al tramonto, quanto i raggi sono filtrati da una notevole quantità di atmosfera.
Per i riflessi interni, generati dalla luce del sole che colpisce direttamente le lenti dell'obiettivo, c'è poco da fare: ottiche di qualità con efficaci trattamenti antiriflesso possono però attenuare il problema; utile comunque un paraluce montato sull'obiettivo, in grado di ridurne l'incidenza e aumentare la nitidezza generale dell'immagine.
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