Monti Invisibili
Traversata Celleno - Sipicciano
Quota 400 m
Data 6 aprile 2024
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello in salita 398 m
Dislivello in discesa 698 m
Distanza 21,51 km
Tempo totale 5:38 h
Tempo di marcia 5:24 h
Descrizione In bus Cotral a Viterbo e a Celleno (400 m). Poi per Celleno Vecchia (342 m, +37 min.) con visita del borgo fantasma (11 min.), Roccalvecce (266 m, +27 min., 11 min. visita), Sant’Angelo (268 m, +15 min., 20 min. visita), Graffignano (180 m, +1 h, 10 min. visita), la Madonna dell’Aiuto (94 m, +1,06 h), Spicciano (140 m, +29 min., 13 min. visita) e la stazione ferroviaria di Sipicciano (80 m, +25 min.). Treno per Roma via Orte. Piacevolissima escursione fra borghi solitari su deserte asfaltate, carrarecce, tratturi e sentieri in ambiente pienamente primaverile.

034 Orte

033 Sipicciano birra

032 Sipicciano

031 Sipicciano

030 Madonna dell'Aiuto

029 Graffignano

028 Papavero

027 Sant'Angelo

026 Sant'Angelo

025 Sant'Angelo

024 Sant'Angelo

023 Sant'Angelo

022 Sant'Angelo

021 Sant'Angelo

020 Sant'Angelo

019 Sant'Angelo

018 Sant'Angelo

017 Sant'Angelo

016 Sant'Angelo

015 Roccalvecce e Celleno

014,5 CANT Z.506

014 Roccalvecce

013 Roccalvecce

012 Verso Roccalvecce

011 Celleno vecchia

009 Celleno vecchia

008 Celleno vecchia

007 Celleno vecchia

006 Celleno vecchia

005 Celleno vecchia

004 Celleno vecchia

003 Celleno vecchia

002 Celleno vecchia

001 Celleno panchina gigante

000 Borghi Tuscia dislivello
Traversata Celleno - Sipicciano, 6 aprile 2024. La primavera è una stagione che ha un sapore diverso. Sì, l’estate, anche l’inverno. Ma sono periodi fermi che si aspetta solo che passino. La primavera invece esplode di energia; e anche io sento i muscoli fremere al contatto con la natura, il desiderio di saltare ovunque, di abbeverarmi a ogni fonte, di masticare fiori e asparagi.
A questo piacere epidermico della primavera risponde la stagione speculare dell’autunno con la più intima soddisfazione della nostalgia, del ricordo, della memoria: su sentieri sfumati nei toni, davanti a un camino rammentando le avventure passate o progettandone di future.
Gemme sui rami, fiori nei prati, uccelli garruli nell’azzurro: la primavera è ormai tutta l’aria, mentre da Celleno Nuova muovo i primi passi di questa facile traversata.
Questo dopo una combinazione di ben quattro trasporti pubblici che hanno richiesto tre ore e appena 5,80 euro. Tre ore che sono volate, donando all’escursione il sapore del viaggio, quando in automobile sembrano non passare mai.
Pochi passi e una panchina gigante mi apre il panorama su Celleno Vecchia, una piccola e sconosciuta Civita di Bagnoregio, scenograficamente arroccata su uno sperone tufaceo alto sulla valle del Tevere.
Vicoli tortuosi, passaggi coperti, gli attrezzi di una vita agricola in mostra sui muri sbrecciati.
Scendo nella valle rigogliosa e risalgo al silenzioso abitato di Roccalvecce, dominato dal severo Castello Costaguti. Una lapide ricorda l’illustre concittadino capitano Mario Viola, asso dell’aviazione caduto in Atlantico il 2 febbraio 1938 a bordo del bellissimo idrovolante CANT Z.506 Airone (l’unico esemplare rimasto è conservato nel Museo Storico dell'Aeronautica di Vigna di Valle) e a cui è dedicata anche la locale scuola, nei tipici caratteri futuristi del ventennio.
Pochi minuti e in un’aria densa di primavera raggiungo il borgo di Sant’Angelo, il paese delle fiabe. L’idea di decorare le facciate con i murales delle più popolari favole ha portato il turismo in questo paese anonimo ed è piacevole aggirarsi nei vicoli per scoprire i personaggi della propria infanzia.
Fra fiori e papaveri, alterno ora sterrate e sentieri fino a Graffignano, dove nel forno locale una pizza bianca alta e ben unta, farcita con broccoletti e salsicce è una vera poesia.
Il rintocco della campane di mezzogiorno saluta la mia partenza e inizio a calare deciso verso il Tevere. Il piacevole borgo murato di Sipicciano e il suo Castello Baglioni mi trovano con la gola secca, prontamente ristorata da un boccale di bionda nell’unico bar dell’abitato.
In un’ora in cui la primavera si fa già estate, mancano pochi chilometri per la stazione ferroviaria, dove all’ombra di un leccio aspiro gli aromatici sentori di una pipa, rimuginando sui piaceri della camminata odierna.
Ecco un altro vantaggio dell’andare in escursione con i trasporti pubblici: avere il tempo per riflettere e fissare nella mente tutte le esperienze del cammino.