Monti Invisibili
Subiaco – Campo Rotondo
Quota 1.751 m
Data 29 giugno 2026
Percorso segnato
Dislivello in salita 1.610 m
Dislivello in discesa 634 m
Distanza 29,71 km
Tempo totale 10:33 h
Tempo di marcia 9:14 h
Descrizione Da Subiaco (422 m) per il Sentiero dei Monasteri Benedettini, il Monastero di Santa Scolastica (520 m, +53 min.), la Chiesa di San Biagio (720 m), Livata (1.340 m, +3,03 h), Campo dell’Osso (1.547 m, +45 min.), Le Vedute (1.751 m, +57 min.), la Fonte della Fossagliola (1.687 m, +29 min.), il Passo del Procoio (1.589 m, +14 min.), il Colle della Tagliata (1.662 m, +29 min.), il parcheggio del Santuario della S.S. Trinità (1.340 mt, +27 min.), il Fontanile Campitelle (1.340 m, +46 min.) e Campo Rotondo (1.409 m, +1,11 h). Notte in bivacco nel parco pubblico. Bella traversata su sentieri e carrarecce fra creste panoramiche e faggete solitarie.

045 Verso Campo Rotondo cavalli

044 Cardo

043 Confine Lazio Abruzzo

042 Verso Campo Rotondo


040 Colle della Tagliata

039 Passo del Procoio

038 Passo del Procoio

037 Fonte della Fossagliola

036 Von Alessandro Maggi

035 Valle del Simbrivio

034 Le Vedute

033 Verso Le Vedute

032 Giglio di San Giovanni

031 Subiaco Santa Scolastica

030 Subiaco Villa di Nerone

029 Subiaco Sentiero dei Monasteri Benedettini

028 Subiaco partenza

000 Subiaco - Campo Rotondo altimetria
Campo Rotondo, 29 giugno 2026. Terzo giorno di cammino, ansie e preoccupazioni sono ormai alle spalle e mi sento immerso completamente in questa esistenza basilare, scandita dal ritmo del passo e dal fondale del territorio che scorre piano intorno a me.
Ma quanti giorni ci vogliono per entrare nel senso di un cammino? e quali sono i suoi effetti sul corpo e sulla mente?
Tre o quattro giorni si confermano il tempo necessario per agguantare il cammino, per farne parte senza più soluzione di continuità.
Il primo giorno è scandito da un’alternanza di entusiasmo e preoccupazione, oltre che dalla difficoltà a lasciare indietro le scadenze quotidiane che continuano ad allungare le loro adunche mani. Il secondo compaiono le prime dolenzie e la mente si chiede ancora cosa diamine stai combinando. Il terzo magicamente i dolori scompaiono (o meglio, vengono a far parte del tuo corpo) e la mente si adatta a questa esistenza dai bisogni elementari, fatta di bere, mangiare, camminare, dormire e godere della bellezza del creato.
Intanto la mente si disintossica, lo smartphone rimane nello zaino e i pensieri prendono a vagabondare lungo strade creative, quelle del latino Solvitur ambulando.
E la meta è ancora abbastanza lontana da non dover pensare al ritorno. In medio stat virtus.
Non sei più in cammino: sei il cammino!
Alle 4,30 suona la sveglia. Mi affaccio dalla mia stanza condizionata del B&B Civico69 e avverto che l’aria è cambiata: una lieve brezza fresca è un buon viatico per la giornata di cammino.
Alle 5 sono per le vie di una Subiaco addormentata per dirigermi verso il Sentiero dei Monasteri Benedettini. La salita procede agile su un percorso regolato da gradoni, per farsi poi sterrata e quindi sentiero.
La stanchezza c’è, ma grazie alla buona temperatura sono tornate le forze e inoltre ho finalmente lasciato il fragoroso regno delle cicale per quello lieve dei grilli.
Ecco Livata e poi a Campo dell’Osso è tempo per una robusta colazione.
Facile percorso ora per i 1.751 metri de Le Vedute che si spalancano sulla precipite e ampia Valle del Simbrivio e su creste ammantate di nembi. In lontananza piove e si scatenano i tuoni, ma oggi la giornata coperta è una vera benedizione.
Il passo procede agile e mentre scendo alla Fonte della Fossagliola un altro camminatore mi apostrofa: “Ma tu sei Marco Sances?!”. È Alessandro Maggi che segue le mie avventure sul sito. Quattro chiacchiere, una stretta di mano e riprendiamo i nostri cammini.
La cresta del Colle della Tagliata rimbomba di tuoni, ma solo poche gocce giungono a rinfrescare l’aria mentre scendo per una birra al piazzale della Santissima Trinità.
Su una comoda sterrata penetro ora una faggeta d’alto fusto, che vuol dire ombra e frescura e che echeggia di silenzio e solitudine.
La frescura oltre alle energie ha fatto tornare anche l’ottimismo: non penso più come nei giorni scorsi: “Domani mollo”. Sempre domani però, eh!.
Alle 14,30 varco il confine abruzzese, segnato da un cippo papalino-borbonico e poi un’altra ora mi reca qui a Campo Rotondo, dove si conferma che non c’è posto per dormire. Un’altra lunga notte, ma almeno ho prenotato la trattoria.